Il 2 Giugno mi sono svegliato presto, la giornata era grigia e le nubi cariche, l’ asfalto era comunque asciutto e la decisione era sicura, si parte con la palombarata. I parafanghi, le gomme tassellate, i v-brake, sono tutti componenti interessanti da avere in caso di una forte pioggia, in particolare se si vuole andare in quota.
Ore 6.05, si parte, la città è deserta e silenziosa, l’ aria pulita della pioggia della notte è fresca ma non mi impedisce di uscire con il completo estivo.
Partendo direttamente da Brescia, inizio subito la Val Trompia, inizia una leggera impercettibile salita e il vento, oggi forte per l’ arrivo del maltempo, spinge verso la valle, le bandiere garriscono impettite contro di me, è una giornata stupenda.
In valle, aumentano le auto, ne bastano poche per far diventare l’ aria irrespirabile, passa anche qualche vecchio motorino a miscela, non devono aver messo olio ma qualche rifiuto industriale, si alza anche la nebbia, avrei voluto tagliargli il motore in due.
Passata la parte più noiosa e abitata della lunga valle, quasi una continua propagine di Brescia verso nord, finalmente entro nel “canyon” del Mella, raggiungo Bovegno, le ex miniere di flourite e Collio, qui faccio una piccola pausa per riempire la borraccia.
Riprendo verso S. Colombano, è da parecchio che la valle è quasi deserta, è la parte più bella per chi pedala, lontano dalle case e lontano dalle auto, solo aria pulita da respirare e boschi belli da guardare. Prima del paese, una frana costringe ad una deviazione con un strappetto piùttosto duro, arrivo al bar Ponte, proprietà degli zii di una mia amica, caffettino e brioche preconfezionata, meno male che avevo già mangiato una delle mie marmellatine.
Risalgo in bici ben sapendo che il dislivello compiuto fino a quel momento era uno scherzo, si inzia La salita verso il Maniva facendo la direttissima che attraversa S. Colombano. I panorami iniziano ad aprirsi e si inizia ad intravedere la strada che taglia il passo Maniva verso il Baremone. Ruscelli, strade pulite, aria meravigliosa, silenzio a ritmo del mio respiro, i grandi tornanti, il cielo che a tratti fa anche intravedere un filo di azzurro. Nessuno sta salendo in bici oggi sul Maniva, ci sono solo io, sono passate solo due auto in tutto, la sensazione di immenso è evidente, è forte e le vallate dei due versanti fanno venire le vertigini.
Proseguo senza fermarmi verso il Baremone, inizia la strada sterrata, il ciglio è a picco sullo strapiombo, non ci sono protezioni, si vede chiaramente la strada appena percorsa e le sue pendenze, incontro un escursionista e gli domando della strada, “i è pasàc a po co le moti” mi risponde, tutto tranquillo quindi, lo saluto e proseguo. Passo il rifugio e viaggio verso le gallerie, quel tratto magico mette i brividi, tane, trincee, gallerie, picchi, strapiombi, valli, colori, rocce chiare, nubi nere, giochi di contrasti e meraviglie spettrali fanno battere il cuore più dei tratti impervi, la strada scorre sotto le ruote, la bici ostenta sicurezza e io la seguo. Arriviamo al Baremone. In questo luogo particolare, c’è un rifugio che definirei altrettanto particolare, si chiama Rifugio Rosa, ricordo i vecchi gestori che ti accoglievano gentilmente, un ricordo appunto perchè al mio arrivo trovo chiuso, al suo interno tutto meticolosamente pulito e apparecchiato, la calda sensazione che amanano i rifugi ma nessuno dentro e nessuno fuori, solo la pioggia che ci ha accompagnato.
Già, dopo il Dosso Alto non sono da solo, le strane elocubrazioni della mente, creano per simpatia una particolare “vitalità” della Palombarata. Di fatto la percezione è che mi stia portando a spasso di sua iniziativa. Iniziamo quindi la discesa e la guida diventa un puro divertimento, non esistono rettilinei, solo continue variazioni di direzione e i tornanti, staccate, traiettorie, pieghe, che spasso, arriviamo sul lago d’ Idro in un baleno !
Da qui si ricomincia a pedalare, è tutto in leggera discesa ma senza la spinta, non si avanza di un millimetro, arriviamo a Nozza e mi fermo al solito Bar dove so che c’è una tipa matta, prendo una birra e un tostone e mi dice che sono un ciclista della domenica, le rispondo che sono un ciclista pericoloso, specialmete a tavola. Dopo lo spuntino, le dico che va molto meglio, anche il cevello sta ricominciando a funzionare, mi risponde che tanto il cervello degli uomini non ha possibilità di funzionare, le rispondo che ha ragione, a me basta l’ unico neurone superstite ben sazio.
Ritorno in bici e inizia la galoppata finale che ci porterà a casa, che giro straordinario, che emozioni, difficili anche da scrivere e da spiegare… ma di sicuro da vivere nuovamente il più presto possibile !

Brescia-Vajont ott. 2010

Posted: 2 novembre, 2010 by viaggiatore in ciclismo

E’ il secondo anno che vado con gli altri Paciclici al Vajont, ho ripercorso le stesse strade vivendo emozioni nuove e scorgendo particolari mai notati prima, ci si rende conto che il viaggio, il cicloviaggio, la ciclospedizione in questo caso, non deve essere per forza immensa o iperbolica, il viaggio è uno stato di essere indifferente a dove ti trovi, l’ importante è solo viaggiare..

Liberarsi dei vari fardelli della vita quotidiana diventa sempre più difficile, ti avvolge e ti intrappola fino a poter credere che in realtà la maggior parte della popolazione sia dentro un immenso luogo di lavori forzati dove ognuno è legato ai propri doveri oltre l’ umana comprensione. Infatti vedi che la maggior parte delle cose non sono fatte a regola d’ arte e con amore ma con sufficenza e superficialità. Legati ai nostri “doveri” apparenti, perdiamo il rispetto del prossimo e ancor prima per noi stessi.
Finisco di preparare la bicicletta alle 2 e 30 del mattino, per varie ragioni far prima non era stato possibile. Quattro ore dopo mi sveglio per andare al ritrovo con gli altri amici, svegliarsi per queste ciclospedizioni è un piacere.
In piazza Loggia a Brescia, ci troviamo tutti per il consueto caffè, un profumo che in queste occasioni ci lega ancora di più. La piazza è bagnata e la pioggia è vicina, partiamo allegramente verso il lago di Garda.
A bordo del traghetto, da Salò a Malcesine, le signore del bar di bordo ci accolgono e ci preparano delle ottime lasagne, navigare insieme e raccontare dei viaggi vissuti riunisce ancora di più, appena scesi ci ritroviamo a pedalare con motivazione e forza, la dura salita di Nago scorre senza lasciare traccia di fatica.
La compattezza del gruppo appare tale da creare un unico organismo, l’ attenzione di ognuno è sempre rivolta al vicino, i chilometri perdono di consistenza e rimane solo il viaggiaggiare.
Arrivati davanti alla salita del Mattarello, nonostante le bici abbiano anche 20 kg di peso in più per i vari bagagli, tutti esercitano una forza decisiva e tale da raggiungere la cima senza pensieri, da qui è tutto facile per raggiungere la fine della prima tappa, l’ albergo Monte Cimone a Caldonazzo.
Il mattino dopo, la Valsugana ci mostra la sua ampiezza e la sua dolcezza, i campi di mele, i cavalli, la strada dedicata alle biciclette immersa nel paesaggio, le cose belle fatte dagli uomini per gli uomini esistono, possono coesistere con la natura circostante, non è tutto perduto.
Le scale di Primolano attraversano il forte ormai diroccato anche se i suoi bastioni appaiono ancora solidi e perpetui, attraversare uno sbarramento così importante con le nostre biciclette stimola a cercarne ancora altri da abbattere. Entriamo a Feltre nel luogo tempio dell’ arrivo di una delle più belle corse ciclistiche amatoriali, alcuni di noi rivivono quella emozione indimenticabile.
Il traffico aumenta, la città di Belluno si avvicina e con lei il traffico tipicamente cittadino e forzato, tutti i prigionieri del minuto si accalcano con malumore in file enormi anche se la giornata è ormai tiepida di sole e tersa di aria, evidentemente la loro modalità non gli da scampo, devono vivere questo purgatorio ed espiare chissà quale peccato.
Incontriamo il nostro amico Bortolo che dirige cento e più ciclisti nella valle del Piave, in direzione opposta alla nostra, lo abbraccio, invadiamo per qualche minuto l’ intera sede stradale di questa strada quasi deserta, siamo sotto la diga del Vajont ma in questo momento c’è solo l’ allegria e il buon umore, un incontro spettacolare.
La salita verso il culmine della diga, è dura per tanti motivi, per il significato di quel posto, per la stanchezza ormai raggiunta e per la velocità sostenuta nell’ ultimo tratto, quel grande muro, quel monumento, immensa lapide, incute quella serie di emozioni con cui non vorremmo mai aver a che fare.
Arriviamo a Erto e l’ accoglienza è dirompente, ci accolgono con un grande abbraccio e il nostro viaggio ciclistico ha il termine. Ceniamo insieme tra amici, volontari, superstiti e ciclisti, regna una armonia quasi musicale. Dopo poco raggiungiamo nuovamente la diga, siamo nel tendone dove il testo di Marco Paolini verrà interpretato e riportato in quella valle, la tensione ed il silenzio sono assordanti.
Omar Rottoli, l’ attore, inizia il suo monologo davanti ad un folto pubblico, in principio è teso, contratto, forse la forte emozione di essere li in quel luogo, davanti a molti di coloro che hanno vissuto “sulla pelle viva” quei momenti tocca anche lui. Il nostro viaggio in bicicletta ci ha portati a Erto a vivere in questa serata le parole di Marco Paolini e di Tina Merlin, una specie di macchina del tempo si apre e ci inghiotte, viviamo gli ultimi istanti del disastro con dolore raccapricciante, ci sentiamo raggiungere dal boato descritto da Omar con paura e tensione, l’ onda ci raggiunge e non c’è via di scampo, rimaniamo con lui in silenzio come sepolti senza poter respirare. Il monologo è finito e anche noi siamo tornati nel presente, un lungo applauso composto accompagna le lacrime di molti, lo stupore di vivere questo ricordo rimane ora scolpito nella mente.
Ci ritroviamo insieme noi ciclisti per andare a dormire, io e Maurizio partiremo presto, gli altri ci seguiranno dopo pranzo, approfitteremo del treno, Belluno, Padova, nello scompartimento accanto al deposito delle biciclette, si trovano altri ciclisti, una mamma con tre bambini, un ciclista francese che rientra dopo aver percorso 5000 km nell’ europa dell’ est, legami impercettibili ci accomunano e destano la curiosità degli altri presenti, il viaggio sta finendo, scarichiamo le biciclette e pedaliamo verso casa, un caffè ? Dai, teniamolo buono per la prossima volta.

Un grande GRAZIE a Max, Laura, Alberto, Alessandro, Maurizio, Ornella, Angelo, Gino, Mario, Segio, Al e Luca, i miei stupendi compagni di viaggio.

Link allo slideshow

Alex

Paciclica 13/15 Maggio 2010

Posted: 11 giugno, 2010 by viaggiatore in ciclismo
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Paciclica è una CICLOSPEDIZIONE, differisce dal cicloviaggio solo per il fatto che le tappe sono “chiuse” da cancelli indispensabili per arrivare ai vari appuntamenti istituzionali nei tempi previsti, vi garantisco che a volte ci si trova a pedalare in maniera non troppo dissimile dalle randonnee ma con le bici attrezzate da cicloviaggio.

Siamo partiti da Brescia per arrivare, attraverso Ferrara e S.Sofia, a Perugia il giorno prima della marcia della pace.

1a tappa, Brescia/Ferrara, 197 km tra ciclabili e strade più o meno trafficate, un dedalo per riuscire a viaggiare nel mondo della non ciclabilità italiana. Meno male almeno sul Po gli argini sono stati adattati a ciclabili anche se abbondantemente usati dalla auto.
Le emozioni però iniziano subito dopo la partenza, con i bimbi di Borgosatollo che ci accolgono con entusiasmo e facciamo un giro nel paese insieme a loro!
Arriviamo a Mantova, pranzo a Palazzo Te e poi via subito verso Ferrara, tra le nuvole e le piogge, un inaspettato vento favorevole ci fa volare a 30 /35 Kmh e recuperiamo minuti preziosi. Arrivati sul po, lo spettacolo è intriso di mille colori e di mille luci, effetti chiaro scuri dalle nuvole più minacciose e anche gli scrosci violenti ci scivolano addosso.
Arriviamo a Ferrara ancora carichi, cena luculliana poi a nanna, domani altri 150 km da percorrere, YAHUUUU !!!!

2a tappa, Ferrara/S.Sofia. Partenza dalla sala comunale di Ferrara con il Sindaco e gli assessori mobilità e ambiente, siamo al tavolo con loro ed i giornalisti nella sala degli arazzi, ci attendono a Ferrara per la prossima avventura!
Proseguiamo nella pianura, tentiamo di evitare il più possibile le strade trafficate, troviamo varie ciclabili, a tratti sterrate e riusciamo ad arrivare a Faenza, qui la situazione è complicata, la viabilità è folle, riusciamo però ad attraversarla e rientriamo in deliziose stradine di campagna, il meteo ci sta salvando, a tratti c’ è anche il sole, abbiamo preso solo un’ acquazzone, si procede regolari, incrociamo anche le strade della gf 9 colli verso Meldola e poi inizia la salita !!!
La strada verso S. Sofia è bellissima, solo qualche auto e camion di troppo, i più forti si avvantaggiano ma io e il gruppo di lupi, quelli che hanno il compito di tenere compatto il gruppo di 45 persone, rimaniamo in fondo per aiutare chi avesse bisogno, saliamo a 8/9 all’ ora, niente male considerando che hanno tutti le bici palombarate.
A 5 km da S. Sofia, inizia la “bagarre”, siamo increduli nel constatare l’ entusuasmo che regna nel gruppo, le ragazze in particolare iniziano a tirare sempre più forte e decidiamo di far fare a loro un’ arrivo in parata ! Inutile dire che erano tutti stragasatissimi per la grande tappa, anche qui ci attende il Sindaco con un meraviglioso buffet di benvenuto, inutile dire che è stato molto gradito, oggi 147 km in 7 ore con la salita e il traffico a tratti veramente impossibile.

3a tappa, S. Sofia/Perugia. Ci alziamo alle 5e15, la colazione è alle 6, l’ appuntamento per la concentrazione a Perugia ponte S:Giovanni è alle 17.00, ci sarà l’ auto del comune per scortarci in centro, sarà durissima arrivare in orario con il maltempo previsto.
La situazione alla mattina è chiaramente critica, avevo già sentito Marco Grassi, il nostro “basista” di S. Arcangelo che me lo confermava la sera prima, ci sarà pioggia continua e temperature di 5/7 gradi sui colli Carnaio e Verghreto. Piove veramente forte ci parlano di fiumi in piena e alcuni hanno paura nella gestione delle discese, sono estremamente impegnative e consiglio di partire solo a coloro in possesso di un adeguato abbigliamento antiacqua e con ottime capacità di controllo della bicicletta per la discesa, ci sono fiumi d’acqua e detriti sulla strada, sassi scesi dai lati, buche anche profonde. Poco più di una decina di noi decidono di non rischiare, proseguiranno con i mezzi pubblici (bus e treni) la sicurezza prima di tutto !! Noi, una trentina, ripartiamo molto attenti, nebbia, freddo e tanta, tanta pioggia, non ci mollerà fino all’ arrivo all’ ostello a Perugia.
La prima salita scorre veloce ma la discesa è veramente tosta, le piogge e le pendenze sono a tratti veramente impressionanti per i poveri freni di una bici palombarata (appesantita dai bagagli), raggiungiamo tutti Bagno di Romagna e proseguiamo a piccoli gruppi, iniziamo il verghereto e i lavori sulla e45 costringono i camion e i pullman a passare sulla nostra stradina, proseguiamo decisi, senza intoppi, arriviamo al passo e la discesa è quasi da mtb, è tutto allagato, fradicio, sconnesso, arriviamo a Sansepolcro e facciamo il concentramento al palazzetto dello sport. In pratica ci eravamo divisi in 4 gruppi e siamo arrivati tutti nel giro di 10 minuti, perfetto !!! Siamo ancora in orario !!! Alcuni di quelli che hanno preso il pullman per arrivare a Sansepolcro, rislagono in bici, ormai solo 70 km ci dividono da Perugia e il peggio è passato.
Ripartiamo a mille, fila indiana, attraversiamo Città di Castello, ci si avvicina a Perugia, 3 forature negli ultimi km ci rallentano un pelo, arriviamo alle 17e30 giusto al limite per riunirci con gli altri paciclici giunti dalle varie parti d’ Italia e saliamo verso il centro di Perugia, più di 150 ciclisti sotto una bella pioggia raggiungono così la piazza, peccato che fosse deserta a causa della pioggia, ma a noi non interessava, avevamo finito la nostra ciclospedizione ! Avevamo portato il nostro messaggio.
Rientriamo all’ ostello, doccia e cena, si fanno le somme, circa 510 km di strade, di ciclabili, di traffico, di terra, di comprensione dei territori. Con questa piccola avventura non si voleva dimostrare nulla a nessuno, volevamo capire noi cosa succede nel caso si volesse viaggiare da una città all’ altra con mezzi a basso impatto ambientale, avevamo anche incontrato alcuni olandesi che stavano raggiungendo Roma, c’è poco da fare, ci sono pochi tratti ottimamente studiati e tratti esclusivamente dedicati al traffico a motore, non è un problema capacità, fare ciclabili non è impossibile, è un problema di viabilità o più semplicemente di civiltà del trasporto.
Lo abbiamo compreso e tenteremo di cambiare qualcosa, ad ogni Paciclica scopriremo se e cosa starà migliorando..

Dimenticavo, sabato 165 km con 1590 dsl in 9 e 25 sempre pause escluse, in totale 510 km, 2250 mt di dislivello in 25 ore e 25 min di pedalata suddivisa in tre giorni. Inutile dire che tutti quanti erano veramente ben preparati sia fisicamente che tecnicamente, era inoltre molto difficile che così tante persone riuscissero a trovare un buon affiatamento in un percorso così lungo e impegnativo, invece ognuno ha dato il massimo per aiutare chi gli stava a fianco e quindi tutto il gruppo ad arrivare alla meta.

Ecco la foto dell’ arrivo in piazza 4 Nov. !! Non ci stavamo tutti nell’ inquadratura, eravamo tantissimi ed abbiamo riempito la piazza con le nostre biciclette.
Ho sentito molti del gruppo di Paciclica, hanno già la nostalgia !!!

Arrivati a Perugia !

Prove di Paciclica atto secondo 13/03/2010

Posted: 11 marzo, 2010 by viaggiatore in ciclismo

Ecco il riassuntino della pedalata, Marisa, Antonella, Ornella e Laura, sono state eccezionali !! In pianura hanno tenuto un’ ottima media e sul Monterotondo, il Polaveno e il s. Giovanni, mai mollato un’ attimo, alla fine 65 km a 17 di media per quasi 1000 mt di dsl !! La più incredibile, ma ormai siamo abituati, è Marisa che riesce a fare tutto questo con una citybike dal peso esorbitante. C’è anche da considerare che poi Marisa è arrivava ed è poi tornata a Travagliato e deve quindi aggiungere quasi una ventina di km rispetto al mio kilometraggio.  8)  8)  8)
Sarebbero tutte delle ottime Randonneuse, nel gergo ciclistico, delle “randagie” della bicicletta !!! Anzi, c’è anche Laura che minaccia di essere anche un’ ottima granfondista !! Sul Polaveno ha mollato anche Luca !!  : Chessygrin :
In cima al Polaveno e nelle valli interne la temperatura era vicina allo zero e si respirava l’ aria di piccola avventura.
Anche i maschietti, io, Luca e Mauri, sono andati bene, direi che il gruppo “supporto” di Paciclica arriverà veramente preparato all’ appuntamento !!  o-o  o-o  o-o

Ecco il minivideo..  : Thumbup :

Prove di Paciclica, piccole pedalate per un grande progetto..

Posted: 28 febbraio, 2010 by viaggiatore in ciclismo

Paciclica nasce da un grande progetto di Massimo Braghini ed è oggi un avvenimento FIAB nazionale, vari gruppi da varie città d’ Italia convergeranno verso Pergugia in bicicletta per poi partecipare alla camminata della pace Perugia Assisi. Con gli amici di Brescia, iniziamo con le prime tappe di avvicinamento.. http://www.paciclica.it/

UN NATALE ALTERNATIVO…..

Posted: 27 dicembre, 2009 by denny in ciclismo

Ciao a tutti …

nel giorno di Natale ,navigando tra i vari siti di ciclismo ,mi è balenata un’idea un pò malsana direi … ma ,mi ha ispirata un sacco . Ho deciso di partire l’indomani alla volta di Mantova x fare una sgambatina sulla pista ciclabile che da San Benedetto po , arriva a Sassuolo lungo le sponde del fiume Secchia. Siamo partiti in macchina fino a Quistello ,poi siamo saliti su i nostri “cavalli di battaglia” e via x la nostra spedizione natalizia!!!

Parecchi intoppi lungo il tragitto : primi su tutti i fiumi in piena ,quindi abbiamo trovato la protezione civile con i loro mezzi sull’argine del fiume … il Panaro è esondato ed il Secchia era al limite …bè forse è stata un pò troppo azzardata questa spedizione ,ma chi poteva sapere una cosa simile??? Cmq sono stati due giorni bellissimi ,un pò faticosi direi soprattutto x il clima infame (come sempre Giuliacci ha sbagliato anche sta volta) freddo e aria non sono mai mancati e solo negli ultimi 10 km al ritorno il sole ha fatto capolino ….

Sabato siamo arrivati a Modena ,non abbiamo proseguito fino a Sassuolo proprio a causa dei ponti bloccati x la piena ,visto che avremmo dovuto fare km e km di statale ,ma non mi sembrava il caso … pernottamento a Modena ,la mattina seguente siamo ripartiti alla volta di Sassuolo (hanno riaperto ponti e strade ) e il percorso lungo il fiume è stato fantastico !!! Coffee break e…… abbiamo girato le nostre bike e viaaaa che siamo ritornati verso il paesino mantovano.

Questa ciclabile è splendida , in primavera sarebbe fantastica ed in autunno con i suoi colori ancora di più!!! ricordiamoci gente!!!

Cmq a parte tutto ci siamo divertiti un sacco in  totale di 182 km su un suolo misto ,sterrato ,fango e strada … panorami un pò particolari ma da rifare in giornate migliori .

Queste sono le foto della nostra gita fuori porta natalizia …

ciao a tutti ,dalla bassa è tutto alla proxxx !!

ASPETTANDO NATALE ……

Posted: 23 dicembre, 2009 by denny in ciclismo

CIAO A TUTTI .. .

OGGI (23 DIC) SONO IN FERIE .. E COSA C’è DI MEGLIO DI UNA SANA FRESCA PASSEGGIATA TRA I CAMPI DELE “TERRE BASSE”??….

CON QUESTE IMMAGINI VI FACCIO I MIEI PIù SINCERI AUGURI X UN FELICE NATALE !!!!

OCIO AI PANETTONI GNARI OK??????

UN BACIO A TUTTI!!!

BIKER PROVETTA!!!!

Posted: 21 dicembre, 2009 by denny in ciclismo

CIAO RAGASSSSS , ieri mattina mi son svegliata verso le 9:00 circa ,come prima cosa caffè ,paina e … e guardando fuori dalla finestra mi è balenata un’idea …..

“Stefano usciamo in mtb???”

“No no ma sei matta fa troppo freddo!!!”

“Ma si dai un girettino tranquill qua nella bassa”

“E va bè …. se proprio vuoiiiii”

.. e così vestita da palombaro sono uscita ..

FREDDO DA PAURAAAA -7 GRADI !!!!ma è stato a dir poco fantastico .Siamo stati qua nelle nostre zone “terre basse” ,un freddo veramente da panico,un’aria che pungeva viso e gambe …dopo pochi secondi i piedi erano già andati, va bè pazienza!! Ma credetemi ..una favola ,non si vedeva anima viva in giro ,solo lo scricchiolio del ghiaccio sotto le nostre ruote c’ha tenuto compagnia!! …..ed ora .. ed ora aspetto la neve!!! ma la voglio fresca,soffice,non ghiacciata cavolaccio !!! così x lo meno se cado non mi faccio così male!!!ciao ragasss alla proxxx!!!

CARRERABIKERS ALLA 24 ORE DI IDRO

Posted: 18 dicembre, 2009 by denny in ciclismo
trio .. meduuuuuusa
.. i veri pensieri di Vito!!!
troppi pensieri .. VITO!!!
le migliori performance di Vito
Stefano…. che fai??? pensi???
eccolo!!!!!! alla grandissima!!!
Stefano alla riscossa!!!
altro giro .. altro regalo!!
The Viaggiator
ma fatemi un sorriso … su!!
guerriero SCONVOLTZZZ
??????????????????????
che brott vecioo!!(skerzo skerzo)
dopo 24 ore .. 96 giri!!!

FOGLIE MORTE TROFEO ALESSANDRO MERINDIANI A.M.

Posted: 16 novembre, 2009 by cicliturriweb in ciclismo

Grande successo per le “FOGLIE MORTE”!!!!

Randonnèe organizzata  dalla nostra società.

Complice la bella giornata, sono stati circa 450 i partecipanti alla manifestazione.

Un grazie caloroso alle persone che hanno collaborato per la perfetta riuscita dell’evento, ed anche a coloro che vi hanno preso parte come pedalatori!!!


ASD CICLI TURRI – CARRERA

CARRERABIKERS … I EPISODIO

Posted: 20 ottobre, 2009 by cicliturriweb in ciclismo, pranzi e cene

CIAO RAGAZZI NON TROVO LE PAROLE PER RINGRAZIARE TUTTI VOI PER LA GRANDE OSPITALITA’ ED ACCOGLIENZA CHE CI RISERVATE OGNI VOLTA CHE VENIAMO A TROVARVI.

LE UNICHE PAROLE CHE TROVO SONO ” GRAZIE DI CUORE ” SPERO CHE L’AMICIZIA FRA I NOSTRI GRUPPI DURI A LUNGO CON AFFETTO E AMICIZIA ALBERTO

LA MIA PASSIONE…

Posted: 8 ottobre, 2009 by denny in ciclismo

………..”OH CARA BICI PIENA DI RAGGI

CHE MI TIENI COMPAGNIA DURANTE I MIEI VIAGGI

HO SUDATO SETTE CAMICIE X POTERTI ACQUISTARE

ED ORA NE SUDO ALTRE SETTE PER FARTI CAMMINARE!!!

MA QUANDO SONO IN MEZZO AL GRUPPONE

MI FAI SENTIRE UN VERO CAMPIONE

…………” OH CARA BICI PER FARTI AMMIRARE

A NOVE ATMOSFERE TI DEVO GONFIARE

TI HO PRESO CON LA TRIPLA PER NON FATICARE

MA QUANDO SONO IN SALITA MI SEMBRA DI SCOPPIARE

E DOPO QUALCHE ORA CHE SONO IN SELLA

NON MI SEMBRI PIU POI  COSI BELLA

QUANDO COMINCIO A SENTIRE BRUCIARE IL DERETANO

GIURO CARA BICI TI CAMBIEREI CON UN DIVANO

E DOPO TANTA FATICA E TANTA SOFFERENZA

ARRIVA LA SERA E …”CARA MOGLIE DEVO FARE ASTINENZA”….

OH CARA BICI HAI UN SACCO DI RAPPORTI

PER FARMI PEDALARE INSIEME AI PIU FORTI

MA QUANDO ARRIVANO I PASSI  E SONO SU PER I TORNANTI

COMINCIO A VEDER LA MADONNA CON I SUOI SANTI

E QUANDO IN DISCESA VADO GIU COME UN RAZZO

MI VIENE UN DUBBIO:NON SARò MICA UN PO PAZZO!!!????

E COME SI DICEVA AI TEMPI DI COPPI E BARTALI…

HAI VOLUTO LA BICICLETTA??? ED ORA PEDALA!!!!

 

 ……. da un ciclista della domenica!!!! …. ma anche fidato gregario!!!

Classifica chilometrica 2009

Posted: 11 settembre, 2009 by viaggiatore in ciclismo, Gran Fondo Ciclistiche

Stavo guardando i nostri risultati e.. mi è venuta in mente un’ idea, il Master non si tocca, è una competizione… ma un riconoscimento per chi fa tanti chilometri nelle granfondo penso che possa essere una buona idea. Ovviamente escludo le randonnee !!! :-D

Ecco la classifica parziale aggiornata dopo la Colnago, stiamo facendo un sacco di strada!! Siamo alle battute finali !!  :)

Conteggio Presenze
Scarica il report in formato –>> PDF CSV 
Nome Presenze Km.Tot Pos Ass (Min/Max)
1. Mottura Marcello 14 1960 232/3112
2. Guerrini Stefano 17 1706 86/3431
3. Bonandi Michele 10 1483 100/1011
4. Venturelli Gian Pietro 9 1462 283/3149
5. Schiavi Alessandro 9 1444 424/3137
6. Quaresmini Marco 10 1364 243/723
7. Fregoni Alberto 9 1319 148/1693
8. Conforti Denise 13 1264 85/3432
9. Scovoli Mauro 9 1141 208/3268
10. Filippini Sergio 7 1058 230/2338
11. Malossini Vittorio 7 1058 229/2884
12. Tira Orviero 7 985 228/2333
13. Scaroni Ernesto 6 906 227/2882
14. Verita’ Marco 8 900 10/96
15. Maestrini Alain 6 860 162/944
16. Maffolini Marco 6 856 167/710
17. Chiappani Fausto 5 781 508/2941
18. Tamburini Franco 5 779 766/2355
19. Boifava Fabio 6 769 328/2068
20. Ferretti Carlo 6 730 160/605
21. Zanini Andrea 4 725 755/3148
22. Franzini Giorgio 4 641 412/2942
23. Franzini Giuliano 4 629 511/2943
24. Panada Loris 4 532 31/109
25. Baccaglioni Roberto 3 501 505/2337
26. Bresciani Davide 3 483 510/2339
27. Mangiarini Riccardo 3 479 450/2011
28. Assolini Guido 4 451 79/380
29. Padovani Andrea 4 433 69/385
30. Masetti Marco 4 388 105/440
31. Masetti Roberto 4 388 134/957
32. Albertani Giulio 3 379 338/530
33. Ferrari Daniele 3 356 303/730
34. Cimarolli Manuel 3 334 43/946
35. Mazzoleni Enrico 3 334 179/658
36. Diks Hans 3 313 306/966
37. Braga Ezio 3 300 210/729
38. Ziletti Roberto 2 292 411/658
39. Favale Patrick 2 285 247/373
40. Soardi Bruno 2 285 176/295
41. Romano Angelo 2 264 291/790
42. Chiappani Carlo 2 218 893/999
43. Filippini Daniele 2 173 353/848
44. Pederzoli Massimo 1 142 257/257
45. Bellato Alberto 1 138 4041/4041
46. Benini Maurizio 1 130 2752/2752
47. Compagnoni Marco 1 130 490/490
48. Duina Alberto 1 130 876/876
49. Medeghini Marco 1 130 621/621
50. Mora Paolo 1 130 798/798
51. Rodolfi Mauro 1 130 877/877
52. Tortelli Roberto 1 130 805/805
53. Vecchia Claudio 1 130 1010/1010
54. Zanelli Costantino 1 130 646/646
55. Ongari Alberto 1 125 224/224
56. Filippini Fabio 1 106 2542/2542
57. Landriscina Germano 1 106 2613/2613
58. Troiano Antonio 1 92 1666/1666
59. Bonometti Luca 1 55 815/815
- Totale Presenze: 256 – Cumulo KM: 33942 -

GF Colnago 2009, che organizzazione !!

Posted: 7 settembre, 2009 by viaggiatore in ciclismo

Proviamo la Gf Colnago, mi serve per il prestigio, solo che ho un gran mal di schiena e non so se ho voglia. Arrivo in griglia, era tempo che non respiravo queste sensazione da prima fila, arrivano campioni, campionesse !
Si parte a tutta, solite le variazioni dovute alle strettoie o alle curve ma si viaggia sempre tra i 45 e i 55, ci sono alcune cadute in testa al gruppo, poco avanti a me, rallentiamo e riprendiamo, in un paesetto tocca a me vedermela brutta, entro in una grossa buca al centro della carreggiata e la bici si impenna pericolosamente, sbando contro un collega al mio fianco ma bravo lui e anche io, riusciamo a rimanere in piedi, scampato pericolo, si è rovinato anche il cerchione !
Proseguo con il gruppo e iniziano dei leggeri dislivelli, devo bere ma.. la borraccia che avevo preparato deve essere volata via con l’ impatto nella voragine, procedo fino al primo ristoro, più di un’ ora di gara, senza un sorso, spero che non mi succeda nulla. Riprendo a bere e sembra che vada tutto bene invece la disidratazione non colpisce al momento, quando senti la sete, colpisce più tardi, sulla seconda salita inizio a calare e sulla terza le gambe lanciano dei dolori terrificanti, eppure non è il Rombo ma una salitina da nulla !! Solo dopo la terza salita, inizio finalmente a riprendermi e mi aggrego ad un gruppo per il ritorno su Piacenza. Ultimo strappetto, lo conoscevo già perchè faceva parte del percorso della 1001 miglia, breve ma deciso, rimango con un gruppo buono ma che dopo alcuni chilometri si disgrega, rimango con un collega e tranquillamente planiamo, controvento, sull’ arrivo. 5 e 59 il verdetto cronometrico comunque ottimo visto che l’ intenzione era solo quella di arrivare, un percorso divertente e bello anche dal punto di vista panoramico, peccato solo alcuni tratti di asfalto vecchio in cattive condizioni, ma l’ organizzazione è veramente ottima e sono sicuro che faranno riasfaltare i tratti incriminati e tappare la buca in centro a quel paesino !
Il pasta party veramente ottimo e con attesa ZERO, ampi spazi coperti nel centro fieristico, sarebbe stato tutto perfetto anche con la pioggia. Una gf ottimamente organizzata quindi e con ampie possibilità di crescita.
Gran finale allo stand Comari che avevamo nel frattempo traslocato nella zona pasta party, passa Miculà de Matteis e il superspeaker Paolo Mutton che ci offre una birra e si fanno 4 ciacole sul ciclismo, insomma una giornatona !!!
Nel panico pre partenza intravedo Stefano e Marco ma non riesco a chiamarli, non importa, ci vedremo stasera alla riunione Carrera del primo Lunedì del mese.. ;-)

HEI…. C’è NESSUNO????

Posted: 5 settembre, 2009 by denny in ciclismo

Ciao a tutti i miei CARRERA “BOYS”….

come state ??? avete finito di crogiolarvi al sole e rilassarvi sotto l’ombrellone ???di imbottirvi di granite e gelati ed oziare ???(ops…probabilmente questo lo faccio solo io ) … su dai … sveglia !!!!!!… subito in sella ai cavalli di battaglia e … e … PEDALARE !!!La stagione non è ancora finita e c’è ancora del lavoro da fare ….

intanto io ho pedalato pure x voi ….

CIAO A TUTTI CI RIVEDIAMO PRESTO !!!... eccomi!!!!

Oztaler 2009, inimitabile !

Posted: 4 settembre, 2009 by viaggiatore in ciclismo

Cosa fa diventare inimitabile una corsa ? Si pensa subito ai panorami, al percorso, a qualcosa di unico nel percorso, invece quello che fa diventare unica questa corsa è la profonda emozione che si prova a viverla come avvenimento. Mi spiego meglio, sono ormai tantissime le gf in posti bellissimi, con ottime organizzazioni ma a Solden abbiamo la possibilità di vivere l’ atto d’ amore di 5000 ciclisti con la loro passione, su un percorso severo, duro, senza sconti e con il calore di migliaia di persone che ti accomagnano da ogni angolo della strada con il loro entusiasmo. Vicino al passo Giovo, anche un ragazzo portatore di Handicap sulla sua sedia a rotelle ci ha incitato con tutte le sue forze insieme ai suoi accompagnatori, è unica ed inimitabile per questo, per quella forza che ti da viverla con amore e non solo come corsa.

Quest’ anno ci siamo trovati io Andrea e GPV sul Kutay, siamo andati avanti insieme fino alla fine, per la prima volta abbiamo visto il Rombo con il cielo terso, niente pioggia, niente grandine, solo il gran freddo tipico di quel passo così alto. Una pedalata tranquilla, in amicizia con tanto di birretta al barettino sul Rombo, un gioiello in quella gionata così bella. Così non conta nulla il tempo impiegato, la VAM sulle salite, conta solo la voglia di condividere tra amici un momento inimitabile !!

 

Alex

La mia LEL by AL69

Posted: 26 agosto, 2009 by al69 in ciclismo

Inizia con i colori di Londra, la mia avventura alla LEL. Si, i colori, non il grigio che associamo per definizione alla citta’. Tanta gente, un casino ordinatissimo fino a tarda sera…. E’ in questa bolgia che cammino e ritrovo la giusta distrazione che mi permette di non pensare a cio’ che devo affrontare. Dopo il dovuto relax, ecco che iniziano i preparativi, quelli veri, quelli piu’ delicati. E cosi’ preparo i bauletti, sperando di non dimenticare nulla, ed effettuo gli ultimissimi controlli della bici. Sembra essere tutto a posto…..

26 Luglio

Arriva il giorno della partenza. l’orario assegnatoci ci permette di svolgere il tutto con la massima calma. Dovremo attendere fino alle 13.30 per cominciare il nostro viaggio. Ancora gli ultimissimi controlli, la ricerca di un posticino dove mangiare qualcosa e a poco a poco l’ora si avvicina. Ci mettiamo in posizione, veniamo raggiunti dagli altri compagni di viaggio (siamo una cinquantina ad avere questo orario di partenza)…. e GOOOOO l’avventura inizia. I primi chilometri scorrono veloci, una serie di saliscendi rompe un pochino il gruppo, ma l’andatura non e’ da forsennati. In poco tempo arriviamo al primo punto di ristoro. Qualche provvidenziale panino e via di nuovo. Il prossimo controllo e’ a 150 Km dalla partenza. Anche qui i chilometri scorrono veloci, aiutati dal vento a favore. Appena arriviamo… inizia a piovere. L’acqua sara’ una compagna costante del nostro viaggio…. Ci prepariamo ad affrontare pioggia e strada. Abbiamo una settantina di chilometri per la prossima tappa. COntinua a piovere. Foriamo sia Alex prima, io poi…. mancano ancora 9 Km… e non sembra che la camera d’aria perda troppo.. decido di pomparla e … incrocio le dita. Quasi a mezzanotte arriviamo a Woshingborou. 220 Km fatti. Si pone ora la questione: dormiamo qui, o affrontiamo i 110 Km che ci separano dal prossimo controllo? Stiamo bene, ancora non siamo assaliti dal sonno… e cosi’ decidiamo di andare avanti. Sempre con la pioggia a farci compagnia….. Arriviamo al 330Km, a Thorne, alle primissime luci del crepuscolo. Mangiamo qualcosa e ci distendiamo per un tre orette in una brandina. L’ambiente e’ umido, i nostri vestiti pure.. non e’ una delle notti piu’ belle… comunque passa e riesco a riposare quel tanto che basta.

27 Luglio

Colazione e si riparte. Sulla carta le prime tappe sono estremamente semplici, pochissimo dislivello. Gia’ sulla carta…… La pioggia ci ha abbandonato, per il momento, ma ha lasciato lo spazio ad un fastidiosissimo vento. Forte. E contrario. Le tappe semplicissime diventano taponi alpini. Il dispendio di forze e’ di gran lunga maggiore di quanto previsto. Perdiamo tutto il vantaggio accumulato il giorno prima. Ci apetta la salita di Yad Moss, una saliita interminabile di 25Km, con un dislivello di 400m, una cosa semplice, no???? Affrontata col vento contrario, con quel vento contrario, diventa un vero calvario. Inizio ad essere nervoso, a non poterne piu’. Vorrei gridare, piangere, gettare la bici….. Alex si accorge di questo mio stato d’animo, lo vedo preoccupato, e… mi lascia solo. Inizialmete lo odio, poi capisco. DOvevo restare solo. Era una battaglia solo contro me stesso. Che a fatica, molta fatica, riesco pero’ a vincere, anche se ferito. Arrivo ad Alston, il nostro punto di controllo, all’imbrunire. Oggi abbiamo percorso poco piu’ di 200Km. Alex e’ sempre piu’ preoccupato, lo vedo dai suoi occhi che mi cercano non appena entro nel rifugio. Decidiamo per qualche ora di sonno vero, q prenotiamo un letto. Ceniamo e…. con ‘gioia’ mi rendo conto che il mio numero sul letto assegnato.. non c’e’ piu’. E non c’e’ piu’ nemmeno un posto libero….. Attimi di nervi tesi, molto tesi…. alla fine si trova un lettino in una cameretta con soli tre posti… una pacchia… lenzuolini e copertine…. una dormita colossale.

28 Luglio

Mi risveglio alle 3 del mattio, rinato. Fuori c’e’ molta umidita’, ma sembra non voglia ancora piovere. Oggi dovrebbe essere il giorno del giro di boa. Tappa molto impegnativa, con dislivelli importanti. Tutto va nel migliore dei modi, le salite passano tranquille… entriamo in Scozia, tra panorami indescrivibili….. Immancabile un po’ di pioggerellina, che diventera’ poi un acquazzone prima del nostro arrivo ad Eksdalaimur, quando mancano un’ottantina di Km per Edimburgo. Mangiamo qualcosa, ci asciughiamo alla bell’e meglio e via di nuovo. Passiamo Trquair, altro controllo, cocn persone magnifiche ad accoglierci. Mangiamo un porridge con il whisky che ci fa letteramente rinascere. Manca poco alla boa… davvero poco. Galvanizzati, e aiutati da un bellissimo vento forte a favore, voliamo e lasciamo gli ultimi chilometri scorrere molto, molto velocemente. SOno circa le 13.30 quando arriviamo a Dalkeith. Abbiamo raggiunto il punto piu’ a nord. Ora dobbiamo solo girare le bici, e tornare a casa. Qui facciamo una bella doccia, una bella mangiata, cambiamo i materiali (era il nostro punto di bag drop) e ripartiamo. Vorremmo arrivare ad Eksdalaimur per la notte. Il vento, prima amico, ora e’ un avversario da affrontare. Un avversario, non piu’ un nemico come su Yad Moss. Procedo senza spendere troppe energie. Alex con un altro gruppetto prende un po’ di strada in piu’, ma non mi preoccupa…. Si fa fatica a procedere anche nelle discese. E’ paradossale vedere chi sta araggiungendo Edimburgo procedere in salita a velocita’ superiori alla nostra… dobbiamo usare il 34 anche per le discese….. Ripassiamo Traquair e subito riprendiamo per Eksdalaimur. Sara’ la tappa piu’ dura di tutto il viaggio. Al vento si aggiunge a poco a poco l’acqua. Che aumenta sempre piu’ la sua intensita’. Ci sono momenti in cui il vento violentemente mi sposta, l’acqua cade copiosa sulla strada, a tratti nebulizzata dal vento, vomitata in faccia… si vede a malapena e faccio fatica a concentrarmi sul roadbook. Non che sia necessario, non ci sono bivi, ma lo scorrere delle righe aiuta a passare il tempo. Mi rendo conto che le condizioni sono vicine al limite della sopportazione. Mi dico che se la situazione non migliora, non resta che il ritiro… Sono costretto a percorrere la strada stando piu’ al centro possibile. Ai bordi e’ tutto allagato, non si distingue dove finisce la strada e dove inizia il bordo. Arrivo finalmente al controllo di Eksdalaimur. Dentro c’e’ il finimondo: chiunque si trovi in zona, non puo’ fare altro che fermarsi e aspettare: cerchiamo, come tutti gli altri, di capire se e quando finira’ questa situazione. Sembrano esserci ben poche speranze per uno sperato miglioramento. Mangiamo qualcosa e cerchiamo di riposare. Ci imponiamo di ripensare alla corsa entro le 2, ora in cui vorremmo ripartire. Le facce dei vari compagni di viaggio sono eloquenti. In tanti c’e’ dipinto sconforto, fatica, scoraggiamento, freddo. Mi preparo un lettino con tre sedie, e li’ crollo. Non so ancora come sia riuscito a dormire in quelle condizioni.

29 Luglio

Vengo svegiato da un gruppo un po’ piu’ rumoroso degli altri, poi sento la voce di Alex che dice… ‘dai che ha smesso’. Ha smesso??? Facciamo colazione e butto il naso furi. Buio pesto, vento e pioggia… che differenza c’e’ rispetto al giorno prima? Si’ forse l’intensita’ delle precipitazioni e’ un pochino diminuita. So comunque che in quel momento bisogna ripartire, se si vuole chiudere entro la notte di giovedi’, nostro target, non per velleita’ cronometriche, ma semplicemente perche’ altrimenti perdiamo il volo che ci riportera’ a casa. Non e’ una partenza facile. La strada e’ lucida dall’acqua, per terra c’e’ di tutto: foglie, rami,sassi, ranocchietti che saltellano di qua e di la’…. L’attenzione deve essere sempre al massimo. Incredibilmente, in uno dei vari scollinamenti, alzo gli occhi e mi ritrovo un cielo terso, stellato, un segno? Forse! Di sicuro e’ stata una visione che ha ridato un po’ di morale. Poi il cielo subito si richiude. Finisce la zona collinare, stiamo rientrando in Inghilterra. Vedo un tombino, asfalto lucido, lo scarto verso quella che credo essere la linea bianca di bordostrada e… mi ritrovo disteso a terra. Era in realta’ un marciapiede. L’andatura non era veloce, le conseguenze fortunatamente nulle. Mi resta addosso una paura indescrivibile, e tremo come una foglia. Mi impongo di non pensarci e rimonto subito in sella. Via versoaltri chilometri. All’alba troviamo una tettoia e decidiamo per un microsonno. Pochi minuti, giusto per toglierci un pochino di fatica. Non manca moltissimo al controllo di Alston, solo una salita lunga e poco pendente. Affronto la strada con molta calma, non ho voglia di forzare. I compagni del momento accelerano un pochino e li lascio andare. Mi fermo per un bocconcino, ancora una provvidenziale sostina, e riparto. Sembra che io stia subento un pochino la strada, e’ una salita che a me non piace e cosi’ la affronto con umilta’ godendomi il panorama, sempre stupendo. Arriva il centro abitato, lo raggiungo insieme ad alri occasionali compagni. Li’ la strada impenna, cattiva, con un fondo ciottolato. Tutti scendono dalla bici, sfiniti, io metto il rapportino leggero e… volo. Incredibile. Faccio la salita senza particolari problemi. Passato il tratto duro la strada continua a salire bene e io altrettanto. Sto cantando, sto bene, ho un’energia e una forza insperate, sconosciute. Che stia entrando nel Rando-mode? Vedo uno dei compagni della notte, accelero (!) e lo raggiungo, sempre fischiando e cantando. Giungiamo ad Alston, alle 8 della mattina. Qui decidiamo per una sosta di un paio d’ore, mangiamo e parliamo del la notte appena trascorsa. Siamo consapevoli che dopo aver superato quelle difficolta’ siamo pronti a (quasi) tutto. Ora vedo che Alex e’ tranquillo nel vedermi, capisce il mio stato d’animo, la mia consapevolezza di cio’ che sto facendo. All’ora decisa ripartiamo, questa volta dopo aver formato un gruppetto di italiani, con il quale (piu’ o meno) arriveremo fino alla fine. Siamo ai piedi di Yad Moss. Quante cose sono successe rispetto a due soli giorni fa, quanto mi sento cambiato. La salita non mi fa paura, procedo sotto una pioggia incessante, ma non troppo forte. Arrivo allo scollinamento e ripenso alla crisi di due giorni fa. Ci aspetta una ventina di Km di discesa, ottimo terreno per riposare le gambe. Da qui in poi sappiamo che e’ solo strada da percorrere, tanta, ma senza difficolta, sperando nella clemenza del vento. Corriamo via di buon passo, ogni tanto agganciando gruppetti piu’ veloci, altre volte seguendo i nostri ritmi. Ci stiamo divertendo, e questa e’ la cosa piu’ importante. In serata arriviamo al controllo di Thorne. Siamo riusciti a seguire la nostra tabella di marcia, il nostro programma ambizioso. Decidiamo una sosta con dormita. Ripartiremo alle 3.30.

30 Luglio

Ci svegliamo riposati, felici, glavanizzati e consapevoli que quello che stiamo affrontando potrebbe essere l’ultimo giorno del viaggio. Ripartiamo col nostro gruppetto del giorno prima. Il clima e’ buono, sia nei nostri umori, sia nel cielo. Per ora non piove, anche se resta un’umidita’ altissima. Al controllo successivo si unisce a noi Ausilia, che dara’ un’ulteriore carica, con la sua simpatia, al gruppo. E’ strano quanto stiamo vivendo. Abbiamo alle spalle piu’ di mille Km e stiamo pedalando come se stessimo andando a fare una scampagnata in bici, quelle della domenica con tanto di pic-nic, chiaccherando, scherzando, facendo di tanto in tanto qualche piccolo scatto nei vari dolci saliscendi….. E’ cosi’ che passano questi chilometri. Ogni tanto la fatica si fa sentire e qualcuno trova qualche pretesto per delle lamentele, piccoli attimi di nervosismo, ma in generale il clima e’ davvero ottimo. Qualche scroscio e qualche chicco di grandine ci fanno ancora compagnia, ma ormai la fine e’ vicina, non ci preoccupa piu’ nulla. Cala la sera, l’ultima, lo sappiamo, ne abbiamo ormai la certezza. Siamo all’ultimo controllo. Dopo c’e’ solo Lee Valley, da dove siamo partiti domenica scorsa. Ultimi 65 Km. E’ difficile raccontare cosa ho provato quando ho fatto mettere il timbro nell’ultima casellina del tesserino. Si riparte con sempre piu’ allegria e meno fatica in corpo. Quando mancano una ventina di chilometri, pero’ ecco l’inghippo. Una disattenzione nostra o una imprecisione del roadbook ci fanno perdere leggermente la strada. La tensione sale un pochino, procediamo a vista, lentamente, sperando che gli incroci che affrontiamo ci portino verso la nostra destinazione. Fortunatamente sara’ cosi’ e possimao riprendere il nostro pedalare sereno. Il nervosismo nel gruppetto si accentua un pochino ed e’ con (egoista) sollievo che, a causa di un’ennesimo controllo del roadbook a seguito di un bivio affrontato erroneamente, ci ritroviamo solo io, Alex e Ausilia a dover affrontare l’ultimissima parte dell’avventura. In pieno silenzio, in piena tranquillita’, riprendendo a piene mani quell’allegria e serenita’ che hanno caratterizzato l’intera giornata. Ormai mancano pochissimi chilometri, il coundown e’ a una cifra soltanto, ma non lascio spazio alle emozioni, ancora troppo alto il rischio di sbagliare in un ambiente sconosciuto. Riconosciamo le strade: siamo proprio arrivati, ultime rotonde e alla fine la stradina che porta all’ostello. Felicissimi, entriamo e consegnamo il nostro tesserino di viaggio. Dispiace, piange il cuore separarsene, e’ stato il registro dei nostri chilometri. Sppero che venga restituito, dopo la validazione. Salutiamo i compagni del Viaggio appena concluso, e rientriamo pian pianino verso l’abergo dove ci apettano una camera, una doccia e finalmente un letto vero….. Ci abbandoniamo al mondo dei sogni in men che non si dica…….

PS

Non ho volutamente citato nessun altro dei compagni di viaggio, oltre ad Alessandro e Ausilia, perche’ questo e’ il racconto della mia LEL. La compagnia di chiunque abbia trovato al mio fianco restera’ sempre come ricordo indelebile di quei fantastici giorni. I sorrisi e la chiaccherate incontrati lungo la strada hanno avuto un valore enorme per il mio morale. Per cui, grazie Fabrizio, Mariano, Ezio, Pino, Piero, Carlo, Fabio, Carlos, Salvatore… e chiunque altro mi sto sicuramente dimenticando di elencare qui, ma che ha dato il suo piccolo contributo per portare a termine questo viaggio.

LEL 2009, 1400 Km in 105 ore, il resoconto..

Posted: 8 agosto, 2009 by viaggiatore in ciclismo, randonnee

..sembrava che si potesse continuare a viaggiare all’ infinito..

Venerdì 24 Luglio ci troviamo io, Alberto e Fabrizio a Montichiari per il volo su Stansted, comodo e veloce, affittiamo un’ auto e filiamo in albergo. Sembra facile, la marcia a sinistra con la macchina con la guida a destra complicano le cose, prendere le rotonde “contromano” seduto dalla parte del passeggero insieme al caotico traffico londinese è uno spettacolo da brivido !! Meno male che ero già stato in Inghilterra un paio di volte con la mia auto, con qualche spavento siamo arrivati al Travelodge.

Sabato 25 andiamo a ritirare i documenti di viaggio, iniziano tutti a mettersi in coda, gli iscritti sono circa 600, con ritardo rispetto all’ apertura ufficiale per tutto il mondo, apre anche il desk per i soli italiani, un trattamento di favore che Melita, l’ organizzatrice, ci aveva concesso.

La coda per i documenti di viaggio

La coda per i documenti di viaggio

Avere il roadbook in mano mette una certa agitazione, significa che tutto è andato bene e che basta solo partire. Questo almeno in teoria, c’ è sempre qualcuno che ci può mettere lo zampino..

Torniamo in hotel ed effettuiamo il controllo delle bici per la partenza del giorno dopo, il viaggio in aereo dentro le borse morbide ha una dose di rischio, se gli addetti le maneggiano con poca cura, rischiamo di trovare delle brutte soprese. In realtà tutto fila liscio, solo il cambio di Al è leggermente disallineato ma riesce a ricomporre la situazione.

La sera andiamo a cena al centro di Lee Valley con tutti gli altri colleghi randonneurs, si iniziano a percepire le sensazioni che poi sentiremo durante i risotri inlotre è palpabile la tensione tra i colleghi, si parla di brutto tempo e si sa che a quelle latitudini non si scherza affatto.

Domenica 26 Luglio, scendiamo dalle camere con le nostre bici bardate di tutto punto, abbiamo con noi tutto ciò che riteniamo sia indispensabile per portare a termine una prova così severa, sembriamo i gladiatori prima di entrare nell’ arena, luci, bauletti anteriori, posteriori, bande catarinfrangenti, non ci manca nulla. Ci avviciniamo alla zona della partenza insieme ad altri colleghi sconosciuti, cerchiamo Melita, l’ organizatrice per la conferma della partenza, ore 13 e 30 in punto dalla stazione.

 

Alex di spalle con la maglia Carrera

Alex di spalle con la maglia Carrera

Lee Valley, 0 Km. Si parte, i primi chilometri si snodano in un complicato dedalo di viette, iniziamo a confrontare il roadbook con il percorso, non è facilissimo ma i riferimenti sono precisi e se controlli bene il ciclocomputer è abbastanza difficile sbagliare.. se sei fresco e se è giorno, dopo, lo vedremo, le cose cambieranno. Il gruppo è veloce, inizia un saliscendi abbastanza deciso, si controlla il roadbook, senza quasi accorgecene arriviamo al primo controllo timbro.

Gruppo ancora compatto dopo la partenza

Gruppo ancora compatto dopo la partenza

Gamlingay, Km 65. E’ un controllo opzionale, troviamo tuttavia un ottimo ristoro, approfittiamo per fare il pieno e ripartiamo abbastanza velocemente. Non piove ancora ma il meteo appare in peggioramento. Il percorso a questo punto non è impegnativo, siamo noi  tre,  io, Al e Fabbry e andiamo tranquillamente, senza strafare, il controllo successivo è a 85 km. I Paesaggi che si presentano a noi sono incantevoli, tipici inglesi con meravigliosi borghi tenuti in maniera maniacale, intuiamo che la scelta del percorso è specificatamente su strade a bassissimo traffico, quasi nullo a parte qualche attraversamento di statali o qualche città. Arrivano alcuni strappi, siamo al controllo e inizia a piovere.

Thurbly, km 151. Il ristoro è ottimo, ci sono anche le lasagne, approfitto per fare un paio di piatti, cerchiamo di limitare le soste visto che siamo ancora carichi e fuori c’è luce. Questo tratto è molto facile ma la pioggia è fitta e con l’ andatura decisa che stiamo tenendo, siamo in un bagno di sudore dentro il nostro abbigliamento in Goretex, decidiamo di rallentare per diminuire la sudorazione, ma ormai siamo fradici sia fuori che dentro. Pedalare nella pioggia è normale per un randonneur, quello che temiamo però è che possa peggiorare di molto, le previsioni che ci arrivano dal Kolombrello Lenky via sms non sono confortanti e ci spettano anche delle tappe di montagna. Nel frattempo sia io che Al foriamo in questa tappa, meglio, così ci togliamo il pensiero per un po. Il mio copertoncino tuttavia si lacera, una specie di dente triangolare tutto seghettato lo taglia per un paio di mm, decidiamo di non sostituirlo, terrà ?

Washingborough, Km 216.  Abbiamo quasi 5 ore di vantaggio sulla tabella torica stilata da Al, qualche errore di percorso dovuto alla stanchezza e la prima penombra ci fanno capire che abbassare la guardia è molto pericoloso, si rischia di perdere il tracciato e molte ore di viaggio per nulla, continuo a controllare il roadbook anche dopo aver preso un bivio, capita infatti che si perdano dei passaggi o che si prenda una strada per errore, il roadbook è preciso ma nella penobra si iniziano a leggere cose diverse da ciò che è scritto. Anche qui a Washingborough, la gentilezza dei volontari e il ristoro sono eccezionali, bagnati come siamo, stiamo iniziando a pensare come possa essere possibile finire una prova del genere senza quel tipo di organizzazione. Ben rifocillati decidiamo di riposare al successivo controllo di Thorn.

Ripartiamo e la pioggia, a parte qualche piccola diminuzione, ha continuato incessantemente. Raggiungiamo il controllo volante di Wragby dopo c.a. 20 km, dei ragazzi sotto le intemperie come noi fermi da ore in una piazza a mettere i timbri, ci dicono ridendo che hanno visto passare degli italiani manco fossero in fuga per conquistare la maglia gialla, ridiamo anche noi, di sicuro non siamo in fuga, pedaliamo decisi ma sempre senza strafare, anzi, mi rendo conto di andare ben al di sotto di quello che potrei fare e questo è solo positivo. La strada è quasi piatta ma continui bivi e deviazioni ci costringono a ripercorrere a ritroso parecchi chilometri per i tanti errori che stiamo facendo, la pioggia, le luci, la stanchezza, ci impediscono di leggere correttamente le indicazioni, ci fermiamo ai bivi per essere sicuri di quello che facciamo, il gps, per questa LEL, l’ avevamo voluto evitare. Raggiungiamo un grande ponte, un grande canale con navi portacontainers, si avvicina il primo agognato riposo.

Thorne, 321 Km. E’ tardi ma arriviamo al cotrollo ancora in anticipo sulla tabella e prenotiamo tre brande, ci rifocilliamo e ci si stende, dovremmo poter dormire 3 ore ma dopo due ore e mezza mi sveglio e non vedo Fabbry, sveglio anche Al e mi alzo, andando in bagno incontro Fabbry già bardato che dice che non riesce a riposare, è troppo teso e vuole continuare, gli dico di anticiparci pure, di accodarsi a qualcuno che tanto ci troveremo ai prossimi controlli, parte in un istante. Dopo una colazione non troppo abbondante causa sazietà del pasto consumato poche ore prima, ripartiaremo sempre sotto la pioggia, fortunatamente sono riuscito a trovare un volontario con la boccetta dell’ olio per la catena, iniziava ad essere veramente secca. Bene, siamo pronti ma incontro Carlos, è appena arrivato e mi racconta una cosa terribile, pochi momenti prima della sua partenza alle 13 e 45, mentre era al pub per mangiare qualcosa, un ladro si avvicina con una mtb scassata, scende al volo, sale sulla sua Pina nuova di zecca e scappa come l’ arrivo di Cipollini nei giorni migliori. Rimango senza parole, non gli è rimasto nulla tranne se stesso e gli scarpini con gli speedplay, non ha roadbook, luci, abbigliamento, solo ciò che ha addosso e la rabbia per ciò che gli è accaduto. Ma in quei momenti può succedere l’ inaspettato e Steven, un avventore del pub,  gli propone la sua citybike per fare la LEL, Carlos dopo un momento di sgomento accetta e di fatto me lo trovo li davanti con questa bici che non c’ entra nulla e con un sorriso fantastico, il sorriso di chi sta ancora inseguendo un sogno dopo che questo sembrava perduto.

Carlos alla LEL 2009

Carlos alla LEL 2009

 Lunedì 27 Luglio, si riparte senza troppa convinzione, abbiamo riposato ma eravamo bagnati e le sensazioni non sono delle migliori, siamo solo io ed Alberto e abbiamo una tappa di 90 Km da affrontare, procediamo silenziosi guardando ciò che ci circonda, passiamo anche un canale con il ponte mobile, inizia a soffiare il vento. Per un po smette anche di piovere, iniziamo lentamente ad asciugarci ma il meteo sembra beffarci di noi, riprende a piovere poco dopo. Intravedo una stazione di servizio con il minimarket, chiedo ad Al di fare uno stop per prendere qualcosa da mangiare, abbiamo fatto solo 20 Km dall’ ultimo controllo ma ho bisognio di mangiare, un paio di tramezzini, Mars, qualche altro dolce, una Coca Cola. Anche Al approfitta per integrare e ripartiamo in pochi minuti. Fanno molto più queste piccole pause che ristori di ore, ripartiamo con più grinta. Passiamo una foresta, piccole stradine e arriviamo al controllo.

Coxwold, 411 Km. Qui hanno della pasta, la signora gentilissima mi fa una buona razione, ho decisamente bisogno di alimentarmi, preparo anche qualche panino da mangiare strada facendo, i ristori sono una salvezza, i paesi attraversati sono per la maggior parte piccoli borghi senza negozi di alcun genere, solo nei passaggi di città più grandi si trovano pub o negozi di alimentari, il problema è a che ora passi di li, spesso è tutto chiuso. Qui ritroviamo anche Fabbry, non riesce proprio a riposarsi. Si riparte e finalmente sembra che smetta di piovere, poche gocce qua e la ma il problema è il vento, mi rendo conto che potrebbe esserci un ostacolo molto più duro della pioggia e delle salite, questo tratto è di poco più di 5o Km quasi piatti ma avanzare è insopportabile, si procede molto lentamente, la media è bassissima, si fatica molto e una tappa stimata in un paio d’ ore diventa di più di tre.

Middleton Tyas, 463 Km. Siamo ad un ottimo ristoro, c’è anche il menù e il servizio al tavolo, mangio di tutto, dal bacon con le uova strapazzate al budino con la mela cotta. Ripartiamo sapendo che questa potrebbe essere una tappa decisiva, piove poco ma il vento è fortissimo, 75 Km da soffrire con il controllo dopo il passo di Yad Moss a 600 mt di altitudine. La salita è facile e costante, si potrebbe fare velocità ma le folate di vento ci mettono alla prova, allo stesso tempo si aprono davanti a noi scenari immensi, aperti, con l’ aria tersa, ci sentiamo ancora più piccoli di quello che siamo, sbattuti contro gli elementi che possono fare di noi ciò che vogliono. Le colline sono poi zeppe di capre e pecore, mai viste così tante, per chilometri e chilometri, senza fine. Tra un confine e l’ altro, i pastori hanno installato i Cattle Grid, delle griglie sull’ asfalto per evitare che gli animali possano uscire, sono spranghe di ferro distanziate di quasi 20 cm, le vibrazioni sulla bicicletta sono terribili,  ho messo le vecchie Mavic, terranno ?

Mentre saliamo lentamente di quota, sembra di passare oltre i 2000, ma non saremo molto oltre i 400, a questa latitudine cambia tutto, ma proprio tutto, il vento si scaglia contro di noi e Al appare in una situazione critica. Affrontare una LEL, affrontare 1400 Km da chiudere entro 100, 110 ore al massimo non si può improvvisare, a parte la preparazione fisica, la convinzione delle proprie capacità e della propria forza sono determinanti. Al, sin dai primi controlli, esterna una sorta di tensione, come se il “controllo” della situazione potesse far volgere a suo favore gli avvenimenti. Ma raramente la realtà è come ci si aspetta, nella LEL la forza vincente è quella che ti fa affrontare ogni ostacolo, tutti gli ostacoli, con la più profonda tranquillità, con la piena fiducia nella strada e in se stessi. Visto che era pressochè impossibile stargli vicino, decido di allungare e di anticiparlo al controllo di Alston, a questo punto la forza, quella che ti porta al traguardo, la devi trovare da te, non serve nessun consiglio, nessuna parola.

Alston, 539 Km. Entro, consegno il cartellino, ecco un’ altro timbro, siamo vicini al giro di boa, non è troppo tardi e vado a mangiare qualcosa per ingannare l’ attesa di Al. Eccolo, arriva, l’ umore è decisamente migliorato, sembra un’ altra persona, ottimo segno ! Ora bisogna dormire, il grosso del gruppo non è ancora qui, possiamo prenotare due letti. Fabbry scappa, non può assolutamente fermarsi, lo capisco, ognuno è fatto a modo suo. Dopo un buon pasto caldo, fuori ci sono 8 gradi, andiamo a letto ma il mio letto è al suo posto invece quello di Al è misteriosamente scomparso, impiegherà un’ oretta per trovarne un’ altro, meno male che avevamo deciso di fare qui il riposo più lungo, ci ritroveremo alle 3 di mattina per la colazione. Il letto a castello dell’ outdoor center è pulito, con un piumone morbido, il cuscino soffice come piace a me, sprofondo in un sonno assoluto, coccolato da quel letto così comodo, così accogliente. Mi sveglierò come se dovessi iniziare in quel momento. Al invece non appare, chiedo alla signora se è stato svegliato, no, si erano dimenticati di lui, chiedo cortesemente di tirarlo giù dalla branda, è ora !

Martedì 28 Luglio. Colazione veloce e si parte, ci sono alcuni inglesi, partiamo e perdo di vista Al, sarà dietro o davanti ? Ci ritroviamo e continuiamo, riprende la pioggia, sempre più forte, aggressiva, rimaniamo in quota, ci sono dei continui saliscendi, è una tappa di 90 km molto difficile, siamo ancora circondati da colline e da pecore, solo ogni tanto passiamo in qualche piccolo borgo. In una discesa, foro, è la seconda volta, cosa sarà ? Scorro con le dita e scopro una punta accuminata, non si vuole togliere dal copertone, insisto con il tappino della camera, rimonto, gonfio ma perde subito, era una camera di recupero e la pezza era stata messa male, monto l’ altra, tutto perfetto, si riparte. Incontriamo una strana coppia, un italiano velocissimo ed il suo collega inglese, loro usano la tattica della velocità, lungo riposo e poi a tutta ! Proviamo a stare con loro ma il passo è molto diverso, ci separiamo. Eccoci all’ ultima salita prima di Eskdalemuir, ritorna la pioggia ed è tosta, c’è vento ma sto bene e allungo. Tengo d’ occhio Al, la vallata è ampia e si può vedere qualche Km dietro, si scorgono inconfondibili le sagome dei ciclisti sotto i continui scrosci.

In scozia alla LEL, forata la posteriore.

In scozia alla LEL, forata la posteriore.

Eskdalemuir, 633 km. E’ un paesino piccolissimo, anche il posto di controllo è situato in una struttura molto più piccola di quelle incontrate sino ad ora, i volontari lavorano a mille e si mangia con abbondanza. Sono le 11,00 arriva Al, sembra sempre più convinto. Sappiamo di avere ora un tratto facile, Quasi tutta discesa, partiamo con il solito passo, inutile strafare.

 Traquair, 678 Km. Anche questo è un controllo opzionale ma il Porridge con il whisky no!! E’ di serie e facciamo un paio di scodelle, ce lo serve un volontario italiano, un colonnello del nostro esercito che è ad un corso di specializzazione a Edimburgo, scopriamo così che molti dei volontari sono ufficiali e sottufficiali dell’ esercito inglese. Ripartiamo e finalmente smette di piovere, abbiamo anche il vento a favore, sembra un miracolo ! Si va ad Edimburgo ! Iniziamo ad incontrare faccie conosciute che stanno rientrando dopo il giro di boa, sia chi era partito nel gruppo delle ore 9,00, che quelli partiti insieme a noi, incontriamo Ausilia Vistarini, e il nostro Fabbry !!! Grandissimo !!!

Dalkeith, periferia di Edimburgo, 716 Km. Dopo qualche rotonda che ci ha confuso, raggiungiamo il controllo, siamo al giro di boa, il 50% del percorso, un traguardo importante, Al è commosso, anche io sono molto contento, c’è un raggio di sole, sembra li per noi. Entriamo, timbriamo e ritiriamo il bag drop, le borse con i cambi, mangiamo, facciamo una doccia, sarà l’ unica, ci sono bastate le continue docce metereologiche. Inutile dire che anche qui il ristoro è ottimo, menù e servizio al tavolo, anche troppo per una randonnee, ci hanno proprio viziati !! Pensiamo al ritorno e al vento, non si è placato, anzi, è aumentato e se prima era a favore… Si aggrega a noi Piero, siamo partiti nello stesso gruppo e decidiamo di fare qualche tratto insieme. La ripresa di contatto con la pedalata è infelice, si avanza a fatica sui drittoni in leggera pendenza con il vento contro, rimango davanti tentando di fare scia ma non è facile riuscire a seguire e appena la strada ricomincia a salire con più decisione rimango solo. La strada è deserta, praticamente il traffico è assente, incrocio solo qualche altro randonneur che sta raggiungendo Edimburgo. Non riesco a rallentare per stare con gli altri, la gamba gira bene, i panorami sono incantevoli, l’ aria tersa e asciutta. Ad un certo punto della salita, il vento diventa veramente pericoloso, la bici scarta e mantenere l’ equilibrio è molto difficile, raggiungo il passo e in quella vallata il vento crea un effetto Venturi amentando ancorà l’ intensità, saremo vicini ai 35 nodi, inizia la discesa e la bici non scende, metto il 34 e continuo a pedalare, sembra un’ incubo, la strada è visibilmente in discesa ma si pedala come in salita a causa del vento.

Prima del bivio successivo mi fermo ad aspettare Piero e Al, passa Piero e aspetto ancora, arriva Al molto tranquillo, riprendo anche io e arriviamo a Traquair. Qui non c’ è più il controllo per noi ma il ristoro si e approfittiamo per ricaricare le batterie. La pausa è brevissima e uscendo incontriamo Fabiozen e la sua Freccia Azzurra in discesa verso Edimburgo, mi appare calmo e tranquillo, lo spirito giusto per arrivare alla grande. Il percorso a ritroso propone un diverso punto di vista e davanti a noi si chiude il cielo e con esso anche le speranze di un ritorno più agevole dell’ andata. Inizia a piovere con forte intensità, il vento non molla, la strada è impervia con la visibilità ridotta, iniziano scrosci violenti, tratti di grandine, il freddo, si crea un gruppetto con noi tre e un inglese in completo estivo, nessuna parola, si pedala come si può. Il sole inizia a tramontare e l’ oscurità avanza, inizio a forzare leggermente per arrivare quanto prima al controllo, l’ inglese decisamente infreddolito si mette in scia, Al e Piero avanzano più tranquilli. Non c’è un paese, una tettoia, nulla, solo questo piccolo nastro d’ asfalto ruvido e i panorami di continue colline. Vengo raggiunto da un’ altro inglese con un bauletto rigido, si vede che sa com’ è il meteo da queste parti, il nuovo trio forza ulteriormente, mentre le sferzate di vento e pioggia nebulizzata ci investono, capisco che l’ inglese in completo estivo sta spingendo al massimo per tentare di scaldarsi, si propone davanti al gruppetto per fare la sua parte ma lo ripasso per dargli un minimo di scia. Arriviamo vicino al controllo, intravedo un ciclista fermo davanti con due bici e un secondo che si rialza dal pendio laterale, ci fermiamo, non si è fatto male, non riusciva a vedere il bordo della strada ed è precipitato. Riprendiamo in cinque, passiamo davanti al tempio tibetano di Eskdalemuir, uno stridore geografico, sembriamo trasportati in un’ altro continente e allo stesso tempo rimango affascinato delle continue emozioni. Arrivo con i 4 nuovi colleghi inglesi al ristoro, ci ringraziamo a vicenda, bastano pochi sguardi.

Eskdalemuir, 799 km. Fatico a trovare un posto per la bici, il controllo è completamente pieno di ciclisti stanchi, fradici e infreddoliti, è bagnato ovunque. I volontari continuano a darsi da fare, alcuni alla cucina e altri con la ramazza a tentare di asciugare e pulire il passaggio e la sala da pranzo. Arriva Al, al momento mi preoccupo, ha un’ espressione da panico, dice: in queste condizioni è impossibile andare avanti. Le condizioni erano sicuramente estreme ma non tali da gettare la spugna, infatti dopo pochi minuti, mi dice: Partiamo alle 2,00! Ottimo gli dico ! Tentiamo quindi di mangiare e riposare sui tavoli o sulle sedie, un’ oretta, siamo in piedi da quasi 24 ore.

Mercoledì 29 Luglio. Sono le due, piove incessantemente, passo da un volontario che mi dice che migliorerà solo dal pomeriggio successivo salvo qualche schiarita temporanea. Torno da Al e gli comunico invece che sta smettendo, Piero si adegua, si parte ! Si aggrega a noi anche un inglese che aspettava il primo gruppetto in partenza. Usciamo e tutto è come prima, pioggia e vento, forti. Partiamo comunque, la visibilità è ridotta, accendo tutte le luci che ho a disposizione e Piero accende anche la sua potentissima, si procede sicuri nel buio più totale sotto il diluvio. Dopo alcune decine di chilometri, smette, è una di quelle schiarite momentanee, si intravede il cielo completamente stellato, sembra un sogno, nessuna auto, nessun ciclista, per decine di chilometri ancora, sembrava che si potesse viaggiare all’ infinito in questo limbo indecifrabile. Alla fine di una discesa, mentre si entra un un paese, al scarta a sinistra e scivola con l’ anteriore sul marciapiede appena pronunciato, cade, ci fermiamo subito tutti e verifichiamo la situazione, tutto bene, Al non si è fatto nulla e la bici è intatta, si riparte subito.

Al, Piero ed un amico inglese verso Alston alla LEL 09

Al, Piero ed un amico inglese verso Alston alla LEL 09

Prima di iniziare la salita verso Alston, intravediamo un centro sportivo che ha una tettoia, andiamo e ci stendiamo sul cemento, è ormai l’ alba. Il microsonno è provvidenziale, ci svegliamo e riprendiamo, inizia la salita e ci spezzettiamo, l’ inglese allunga, al momento sto con Al e Piero, dopo parto anche io. Prima del controllo raggiungo l’ inglese, facciamo quattro chiacchere, arriviamo.

Alston, 894 km. Mi tuffo al ristoro, c’ è anche Carlo, gli esterno la mia apprensione riguardo Al che sale lentamente ma a mia insaputa Al è entrato in quello che chiamo Rando Mode, infatti arriva ed è raggiante, comprendo in quel momento che non ci fermerà più nessuno. Infatti non è più teso, è completamente rilassato e conscio delle sue possibilità. Il Rando Mode non è solo un modo di pedalare, è uno stato in cui puoi entrare, significa che hai provato tutto, la fatica, il sonno, il dolore, la sopportazione, la noia, e ancora pedali, anzi, scopri una forza e un’ energia che non pensavi di avere, attingi alla parte più profonda di te stesso comprendendo veramente le tue possibilita e oltrepassando quelli che credevi fossero i tuoi limiti. Con tutto questo arriva anche una profonda tranquillità, quella che ti porta ovunque tu voglia. 

Carlo e Al ad Alston LEL09

Carlo e Al ad Alston LEL09

Qui ad Alston, si crea un nuovo gruppo con Carlo, Piero, Salvatore Mariano ed Ezio, sono tutti randonneurs di grade esperienza. Con grande entusiasmo ripartiamo mancano poco più di 500 km. Il gruppo si sgrana, poi si ricompatta, si parla, si sparla, si rimane sempre a vista e senza grossi patimenti si arriva al controllo successivo.

Alex ed Al LEL 09

Alex ed Al LEL 09

Middleton Tyas, 969 Km. Arriviamo e ci attendono degli ottimi piatti di pasta, faccio un bis e chiedo una coperta, io, Al e Piero facciamo un pisolino. Quello che ci voleva per asciugare i piedi e per ricaricare le batterie, vogliamo arrivare a Thorn giusti per fare una bella dormita prima del giorno decisivo ! Ci rivestiamo e si parte.  Siamo bagnati ma il meteo è meno severo, piove a tratti, quasi a prenderci in giro, stiamo ripercorrendo a ritroso le strade percorse in precedenza, questo a volte ci aiuta ma a volte ci confonde, perdo il conto dei chilometri, ora non potrò controllare il road book ma siamo in tanti e riusciamo a districarci. Riprende a piovere con più forza e verso l’ arrivo a Coxwold, raggiungiamo un gruppo numeroso, qui le strade sono completamente allagate, ci sono dieci o quindici centimetri d’ acqua, le bici ne alzano una quantità enorme, acqua da sopra e da sotto, nessuno cala la velocità, anzi, sembriamo tutti in preda ad una sorta di euforia collettiva, è divertente, mai vista così tanta acqua in vita mia, secchiate continue, enormi, un collaudo straordinario per la mia attrezzatura. Arriviamo completamente zuppi.

Strade allagate alla LEL 2009

Coxwold, 1021 Km.  Timbriamo, siamo ormai in ritardo sulla tabella prevista da Al ma perfettamente in tempo sulla tabella limite, quella che prevede il nostro arrivo a Londra entro la mezzanotte di Giovedì. Ci riposiamo e mangiamo come al solito, questo tratto è facile. Partiamo e per fortuna il meteo è meno inclemente, lentamente ci asciughiamo. Arriva la sera, facciamo una piccola pausa, siamo molto stanchi, nelle ultime 48 ore abbiamo dormito forse un’ ora, insieme agli altri, sbagliamo la strada qualche volta, riconosciamo la zona, siamo ormai vicini a Thorn, mi fermo a togliere i sovrascarpe per tentare di asciugare i piedi, operazione che mi fa solo perdere tempo, anche se non piove c’è un’ umidità pazzesca e i piedi rimangono tali e quali, anzi, prendo un gran freddo.

Thorn, 1110 Km. Fantastico, siamo a 291 dal controllo finale, possiamo cenare e dormire, chiediamo per una branda ma sono tutte occupate, ci sono dei posti per terra su una moquette, prendiamo una coperta, ci facciamo spazio tra altri ciclisti e dormiamo, sveglia alle quattro, finalmente una dormita.

letto thorn lel 09

letto thorn lel 09

Giovedì 30 Luglio. Iniziamo a prepararci, fuori è ancora freddo, facciamo una bella colazione, mettiamo l’ olio alle catene veramente esauste e ripartiamo per l’ ultima giornata, l’ umore è ottimo e le sensazioni migliorano chilometro dopo chilometro, siamo con un folto gruppo che comprende anche Riccardo, il velocista che però dorme 8 ore per notte con il suo amico inglese, una ciclista russa e il nostro gruppo italiano. Ad una rotonda iniziamo a sbagliare strada, perdiamo poi un bivio, poco male, facciamo qualche chilometro in più ma comprendo che la cosa più difficile oggi, sarà l’ orientamento, siamo già convinti dell’ arrivo e questo gioca a nostro sfavore, il road book non perdona. Arriviamo a Lincoln, una grande città e ci sprprende la sua cattedrale tardo gotica, immensa ed impressionante, domina la città e ci emoziona. Ci fermiamo anche ad una stazione di servizio, prendiamo un caffè, alcuni spuntini, una bella carica per continuare in progressione. A causa di alcuni lavori, perdiamo ancora la strada ma finalmente arriviamo al controllo.

Washingborough, Km 1184. Ci fermiamo per il solito timbro, mancano poche caselle, ancora una “novecolli” e ci siamo!! Dopo il pasto, scorgo un materassino, approfitto per un microsonno, il gruppo è in partenza tra 10 minuti, io impiego meno di un istante ad addormentarmi. Al mi chiama, mi alzo di fretta, gli altri sono già in sella, riempo la borraccia e sono pronto. Spunta il sole, ci sono sempre delle nuvole minacciose che ci seguono ma il meteo sembra ad una svolta. Iniziamo a pedalare con forza, la media si alza, il meteo ci regala ampi squarci di sole e qualche doccia violenta qua e la, il tipico meteo inglese e noi ci mettiamo e ci togliamo le giacche antipioggia. Ad un certo punto, raggiungiamo Ausilia, campionessa delle specialità Single Speed e Franco, randonneeur di classe innata, il gruppo diventa veramente numeroso, siamo gasatissimi, si chiaccehra, si pedala alla grande, si scherza, ci si racconta, ci si conosce, non mi sembra vero, mai visto un gruppo così numeroso viaggiare così bene in una rando, siamo in 8 più altri occasionali aggregati, arriviamo prestissimo al controllo successivo.

Ausilia e Franco alla consegna del roadbook

Ausilia e Franco alla consegna del roadbook

Thurlbly, 1251 Km. Siamo galvanizzati, stringiamo i tempi al minimo, mangiamo velocemente, ci impossessiamo delle scorte viveri per poter mangiare durante il percorso e si schizza via, abbiamo una gran voglia di pedalare, sarà perchè ci si diverte un sacco !! Al, entrato in Rando Mode è diverso, non molla mai il gruppo, parla disteso con Ausilia e gli altri, sente un’ energia che mai si sarebbe immaginato di avere. Scorrono i chilometri e quando ormai il cielo appare zaffiro decidiamo di fare una piccola pausa, ridiamo come dei matti, ci accomodiamo su una panchina.

Mariano e Alex in panciolle alla LEL 09

Mariano e Alex in panciolle alla LEL 09

Ausi pausa LEL 09

Ausi pausa LEL 09

Il percorso non ha ostacoli impegnativi, passiamo per dei bellissimi borghi, vediamo grandiosi paesaggi, colori pieni, saturi, era dalla partenza che non succedeva. Ad un certo punto Ezio e Mariano si fermano, il portapacchi di Ezio si sta divincolando per fuggire dalla sua sede, nonostante il miglioramento dell’ asfalto non ne può proprio più, mi fermo e metto un paio di fascette appese alla sella per tentare almeno di arrivare al successivo controllo, la ci sarà più calma per sistemare il tutto. Nel frattempo pensavo alle mie povere Mavic Classic Pro di dieci anni, hanno fatto una Paris-Roubaix, una 1001 Miglia, quasi tutta la LEL, il passo Crocedomini dal Maniva con 8 chilometri di sterrato superando il BMW GS club svizzero nel tratto in discesa e mille altre avventure che neanche mi ricordo, ero stato pigro e non avevo montato le ruote apposite, Me lo ero già chiesto dopo i Cattle Grid, terranno ?

Gamlingay, 1336 Km. Anche qui facciamo un ristoro minimo, è l’ ultimo controllo prima della conclusione di questa straordinaria LEL. Mancano uno sputo di chilometri, sono più impegnativi perchè è molto vallonato e ci sono anche un paio di salite più marcate ma in fondo sono solo 65 Km, cosa può succedere ?? Di tutto, dopo una decina di chilometri, un raggio della mia Mavic posteriore cede, si spezza, la gomma tocca il carro, mi fermo e mentre sto ancora pensando al da farsi, Ezio è già sulla ruota con il tiraraggi, gli da una sistemata giusto per procedere, sono sicuro che terrà fino alla fine !

Ezio, Alex e un raggio rotto alla LEL 09

Ezio, Alex e un raggio rotto alla LEL 09

Ripartiamo e inizia un minimo nervosismo per le indicazioni del road book, siamo stanchi, inizia a imbrunire e sbagliamo strada, faremo una tangenziale e vari chilometri in più per recuperare la strada. Passiamo da una cittadina con grande movimento serale, sembra Viale Ceccarini nei giorni migliori, siamo spaesati vista la solitudine vissuta sino a quelo momento. Alcuni iniziano ad essere impazienti e iniziano a tirare, altri si staccano, arriviamo ad un bivio in cima ad una salita e mi fermo, sono quasi tutti davanti ma Ausilia e Al sono dietro, eccoli, siamo a 15 chilometri da Lee Valley, periferia nord di Londra, ci godiamo questi ultimi chilometri come se non ci interessasse arrivare, cala la velocità, cala la tensione, cala anche la vista perchè la mia luce da casco è scarica e non vedo il roadbook, ci perdiamo, non siamo preoccupati, ritorniamo sui nostri passi e troviamo la strada giusta, la percorriamo a passeggio, le emozioni violente di questa LEL ci stanno passando addosso, ormai siamo un corpo unico con la nostra bicicletta, è come se sentissimo anche le sue emozioni. Finisce la discesa, ripercorriamo le prime vie fatte dopo la partenza, caliamo ancora la velocità, non per stanchezza ma per vivere e godere di questo momento, sono le 11,00 e non ci sono rumori, entriamo silenziosi al centro di Lee Valley e scendiamo dalle biciclette, ci abbracciamo io Al ed Ausilia, qualche lacrima, grandi emozioni, la mano che trema leggermente nel consegnare per l’ ultima volta il cartellino dei timbri. 105 ore, potevano essere di più o di meno, non ha significato in una randonnee, nessuno in assoluto, vale solo ciò che hai vissuto dentro, nel profondo di te stesso, in una zona che forse non hai mai toccato.

Al ed Alex a Lee Valley dopo la LEL 09

Al ed Alex a Lee Valley dopo la LEL 09

Lee Valley, 1401 Km. Ci salutiamo, io, Al ed Ausilia poi incontriamo i colleghi delle ultime tappe, Salvatore, Mariano, Ezio, ci abbracciamo anche con loro e ci diamo appuntamento alla prossima rando, non sappiamo ne dove ne quando, ma sappiamo che ci sarà !

Venerdì 31 Luglio, dopo qualche piccolo problema nel recuperare Fabbry con l’ auto per andare in aereoporto, meno male che c’ erano i suoi amici che lo potevano accompagnare in camper, ci ritroviamo tutti iniseme, anche Fabbry ha finito la sua LEL, alcune ore prima di noi, non è riuscito a dormire molto, è molto stanco ma felice, saliamo in aereo e sognamo, ci sarà qualche nuova avventura che ci farà incontrare..

 Dai vostri inviati …. ( Luca , Denise , Stefano …. )

I nostri temerari atleti , Alessandro e Alberto , stanno percorrendo le strade della LEL che  è l’equivalente britannico della Parigi-Brest-Parigi. Si svolge ogni quattro anni e mostra il meglio dello scenario britannico(acqua e vento).1400 km da percorrere lungo le rive del fiume Lee , passando dalla regione dell’Hertfardshire attraverso l’Essex verso il Tamigi , ammirando spazi verdi urbani e riserve naturali . Lungo il percorso sono previsti 9 controlli situati ad intervalli regolari. Le strade sono segnate ,ma nella zona nord del percorso si attraversano strade secondarie dove puoi incontrare pecore  al pascolo ed il fondo stradale è molto sconnesso . E ricordiamo che lì si viaggia sul lato sinistro …( quindi occhio!!!)

 

 

 ” Quanta stanchezza, quanta felicità,quanta durezza, quanto dolore…

Sotto la pioggia,su strade sterrate, su interminabili salite…

Mentre la gente guarda , senza capire ciò che fai

tu sei l’unico consapevole delle tue forze ….

Il tuo fisico provato ti dice di fermarti , di mollare

ma il tuo cuore di non pensare di continuare.

tutto ciò ti fa soffrire , ti fa capire….

E quando il miraggio dell’ultimo chilometro ti appare

dopo una lunga ed interminabile agonia,

un sospirato sorriso si accende sul tuo volto …

è gioia , è un grido , è pianto !!! “

  

 

* DOMENICA 26/7

ORE 13:30 ……   scatta l’ora x , i nostri eroi partono da Cheshunt  in sella alle loro diaboliche macina chilometri.

*LUNEDì 27/7

ORE 23:00 …… cala la notte , e nell’oscurità si intravedono i due temerari che si avvicinano a Alston  dopo aver già percorso 540 km interminabili sotto acqua e vento . In anticipo di due ore sulla loro tabella di marcia , decidono di riposare x qualche ora (quattro ). SIETE GRANDI !!!

*MARTEDì 28/7

ORE 3:00…. rigenerati dal grande riposo ripartono di gran carica verso Edimburgo . La temperatura è molto rigida , si raggiungono i 4 gradi durante la notte.

ore 11:00…i nostri eroi distano 80 km da Edimburgo … tra poco finalmente il tanto desiderato giro di boa …

ORE 15:30…molto provati dalla interminabile pioggia , e raffiche di vento che raggiungono i 30 nodi arrivano a Dalkeith periferia di Edimburgo … Qui un piccolo e meritato riposo ( pochi minuti) solo per riempire  lo stomaco con le leccornie Scozzesi …. FORZA GNARI!!!!!  SIAMO TUTTI CON VOI !!!!

*MERCOLEDì 29/7

NOTTE:….. i nostri eroi stremati da raffiche di vento , freddo ed acqua hanno continuato a pedalare per tutta la notte, tranne in una piccola pausa per la troppa gente sul percorso . Durante la breve pausa hanno cercato invano di riposare su di un tavolo ( l’unico posto asciutto) . Quindi hanno deciso di ripartire e continuare questa grande avventura . TROPPO FORTI!!!!

ORE 9:30……un miraggio …  hanno raggiunto Alston … e mancano 500 km circa alla fine . Ma non si fermano qui … molto stanchi e affaticati sentono che le loro gambe possono ancora dare qualcosa …. altri 140 km.( alla faccia del qualcosa !!)

*GIOVEDì 30/07

ORE 3:00 … i nostri grandi avventurieri sono arrivati a Torn , non si sono mai fermati ( solo x un pasto caldo) hanno proseguito sotto acqua , freddo e forte vento x tutto il giorno . Ma ora stremati hanno fatto una sosta x riposare .

ORE 13:00… 5 ore di ritardo sulla loro tabella di marcia …. hanno dovuto fare molte soste per il freddo e la pioggia … ma niente può fermare la loro voglia di continuare , di finire questa grande impresa !!!Nel frattempo hanno trovato un gruppetto e si sono uniti in questi ultimi, interminabili 200chilometri…Il loro arrivo a Londra è previsto per mezzanotte circa …. sperando che il tempo non sia ancora  così sfavorevole ….FORZA RAGAZZI … NON MOLLATE !!!!

ORE 19:20 …  Bravissimi i nostri infaticabili atleti , sono arrivati ora all’ultimo controllo … e mancano solo …e dico solo 60 km per raggiungere Londra … RAGAZZI SIETE STATI STREPITOSIIIIII !!! hanno recuperato anche un sacco di tempo …

ORE23:00…. LONDRA!!!LONDRA!!!LONDRA!!!! …. i nostri Alessandro e Alberto sono arrivati !!!!! Non ci sono parole … semplicemente GRANDI!!!!!!

 

….. I nostri temerari eroi hanno concluso la loro grande,bellissima spedizione … siamo tutti orgogliosi di voi ragazzi !!!…e cosa dire ora :

…….ORA ASPETTIAMO LA VOSTRA PROSSIMA FOLLE , MERAVIGLIOSA AVVENTURA …….A PRESTO !!!

dalla vostra inviata è tutto !!!!

CIAO!!!


Esperienza a dir poco sconvolgente, la LEL può avere mille faccie, dolce e romantica con il meteo favorevole e spietata e tagliente con il meteo avverso che da quelle parti è assolutamente terrificante. Ci siamo trovati a pedalare con il 34 a 16/18 orari in discesa per contrastare il vento, la faccia tagliata dalla pioggia dalla grandine e dal vento fortissimo, il freddo.. ma anche con il cielo zaffiro e poi vedere nuvole immense scaricare infinite colonne di pioggia a creare il palcoscenico dell’ arcobaleno. Bellissimo ! 

Intanto ringrazio i Reporter, Denise, Stefano e Luca, appena riesco metterò il resoconto, son successe così tante cose…

Alex

 

 

 

 

 

…tra poco è settembre … riapre la caccia!!!

Posted: 23 luglio, 2009 by denny in ciclismo

Che ne pensate ??? Bella nè ??? … sarà la divisa del prossimo anno ,così accontentiamo tutti ,fagiani,galline e pollastrelli…..e …mi raccomando fatene buon uso !!! TUTTI A CACCIA!!!a caccia di cosa decidetelo voi …  Naturalmente accetto consigli o modifiche sui colori o quant’altro …

"team carrera fagiani &c..."

"team carrera fagiani &c..."

CIAO A TUTTI … A PRESTO!!!