E’ pronto il blog ufficiale del GS CARRERA, all’ interno del sito istituzionale della Carrera Podium potrete trovare tutte le informazioni del GS CARRERA !! http://carrera-podium.it/blog/
Il Blog Ufficiale del GS CARRERA
Grande successo per le “FOGLIE MORTE”!!!!
Randonnèe organizzata dalla nostra società.
Complice la bella giornata, sono stati circa 450 i partecipanti alla manifestazione.
Un grazie caloroso alle persone che hanno collaborato per la perfetta riuscita dell’evento, ed anche a coloro che vi hanno preso parte come pedalatori!!!
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ASD CICLI TURRI – CARRERA
LA MIA PASSIONE…
………..”OH CARA BICI PIENA DI RAGGI
CHE MI TIENI COMPAGNIA DURANTE I MIEI VIAGGI
HO SUDATO SETTE CAMICIE X POTERTI ACQUISTARE
ED ORA NE SUDO ALTRE SETTE PER FARTI CAMMINARE!!!
MA QUANDO SONO IN MEZZO AL GRUPPONE
MI FAI SENTIRE UN VERO CAMPIONE
…………” OH CARA BICI PER FARTI AMMIRARE
A NOVE ATMOSFERE TI DEVO GONFIARE
TI HO PRESO CON LA TRIPLA PER NON FATICARE
MA QUANDO SONO IN SALITA MI SEMBRA DI SCOPPIARE
E DOPO QUALCHE ORA CHE SONO IN SELLA
NON MI SEMBRI PIU POI COSI BELLA
QUANDO COMINCIO A SENTIRE BRUCIARE IL DERETANO
GIURO CARA BICI TI CAMBIEREI CON UN DIVANO
E DOPO TANTA FATICA E TANTA SOFFERENZA
ARRIVA LA SERA E …”CARA MOGLIE DEVO FARE ASTINENZA”….
OH CARA BICI HAI UN SACCO DI RAPPORTI
PER FARMI PEDALARE INSIEME AI PIU FORTI
MA QUANDO ARRIVANO I PASSI E SONO SU PER I TORNANTI
COMINCIO A VEDER LA MADONNA CON I SUOI SANTI
E QUANDO IN DISCESA VADO GIU COME UN RAZZO
MI VIENE UN DUBBIO:NON SARò MICA UN PO PAZZO!!!????
E COME SI DICEVA AI TEMPI DI COPPI E BARTALI…
HAI VOLUTO LA BICICLETTA??? ED ORA PEDALA!!!!
……. da un ciclista della domenica!!!! …. ma anche fidato gregario!!!
Classifica chilometrica 2009
Stavo guardando i nostri risultati e.. mi è venuta in mente un’ idea, il Master non si tocca, è una competizione… ma un riconoscimento per chi fa tanti chilometri nelle granfondo penso che possa essere una buona idea. Ovviamente escludo le randonnee !!!
Ecco la classifica parziale aggiornata dopo la Colnago, stiamo facendo un sacco di strada!! Siamo alle battute finali !! :)
| Conteggio Presenze | ||||
Scarica il report in formato –>> PDF o CSV ![]() |
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| Nome | Presenze | Km.Tot | Pos Ass (Min/Max) | |
| 1. | Mottura Marcello | 14 | 1960 | 232/3112 |
| 2. | Guerrini Stefano | 17 | 1706 | 86/3431 |
| 3. | Bonandi Michele | 10 | 1483 | 100/1011 |
| 4. | Venturelli Gian Pietro | 9 | 1462 | 283/3149 |
| 5. | Schiavi Alessandro | 9 | 1444 | 424/3137 |
| 6. | Quaresmini Marco | 10 | 1364 | 243/723 |
| 7. | Fregoni Alberto | 9 | 1319 | 148/1693 |
| 8. | Conforti Denise | 13 | 1264 | 85/3432 |
| 9. | Scovoli Mauro | 9 | 1141 | 208/3268 |
| 10. | Filippini Sergio | 7 | 1058 | 230/2338 |
| 11. | Malossini Vittorio | 7 | 1058 | 229/2884 |
| 12. | Tira Orviero | 7 | 985 | 228/2333 |
| 13. | Scaroni Ernesto | 6 | 906 | 227/2882 |
| 14. | Verita’ Marco | 8 | 900 | 10/96 |
| 15. | Maestrini Alain | 6 | 860 | 162/944 |
| 16. | Maffolini Marco | 6 | 856 | 167/710 |
| 17. | Chiappani Fausto | 5 | 781 | 508/2941 |
| 18. | Tamburini Franco | 5 | 779 | 766/2355 |
| 19. | Boifava Fabio | 6 | 769 | 328/2068 |
| 20. | Ferretti Carlo | 6 | 730 | 160/605 |
| 21. | Zanini Andrea | 4 | 725 | 755/3148 |
| 22. | Franzini Giorgio | 4 | 641 | 412/2942 |
| 23. | Franzini Giuliano | 4 | 629 | 511/2943 |
| 24. | Panada Loris | 4 | 532 | 31/109 |
| 25. | Baccaglioni Roberto | 3 | 501 | 505/2337 |
| 26. | Bresciani Davide | 3 | 483 | 510/2339 |
| 27. | Mangiarini Riccardo | 3 | 479 | 450/2011 |
| 28. | Assolini Guido | 4 | 451 | 79/380 |
| 29. | Padovani Andrea | 4 | 433 | 69/385 |
| 30. | Masetti Marco | 4 | 388 | 105/440 |
| 31. | Masetti Roberto | 4 | 388 | 134/957 |
| 32. | Albertani Giulio | 3 | 379 | 338/530 |
| 33. | Ferrari Daniele | 3 | 356 | 303/730 |
| 34. | Cimarolli Manuel | 3 | 334 | 43/946 |
| 35. | Mazzoleni Enrico | 3 | 334 | 179/658 |
| 36. | Diks Hans | 3 | 313 | 306/966 |
| 37. | Braga Ezio | 3 | 300 | 210/729 |
| 38. | Ziletti Roberto | 2 | 292 | 411/658 |
| 39. | Favale Patrick | 2 | 285 | 247/373 |
| 40. | Soardi Bruno | 2 | 285 | 176/295 |
| 41. | Romano Angelo | 2 | 264 | 291/790 |
| 42. | Chiappani Carlo | 2 | 218 | 893/999 |
| 43. | Filippini Daniele | 2 | 173 | 353/848 |
| 44. | Pederzoli Massimo | 1 | 142 | 257/257 |
| 45. | Bellato Alberto | 1 | 138 | 4041/4041 |
| 46. | Benini Maurizio | 1 | 130 | 2752/2752 |
| 47. | Compagnoni Marco | 1 | 130 | 490/490 |
| 48. | Duina Alberto | 1 | 130 | 876/876 |
| 49. | Medeghini Marco | 1 | 130 | 621/621 |
| 50. | Mora Paolo | 1 | 130 | 798/798 |
| 51. | Rodolfi Mauro | 1 | 130 | 877/877 |
| 52. | Tortelli Roberto | 1 | 130 | 805/805 |
| 53. | Vecchia Claudio | 1 | 130 | 1010/1010 |
| 54. | Zanelli Costantino | 1 | 130 | 646/646 |
| 55. | Ongari Alberto | 1 | 125 | 224/224 |
| 56. | Filippini Fabio | 1 | 106 | 2542/2542 |
| 57. | Landriscina Germano | 1 | 106 | 2613/2613 |
| 58. | Troiano Antonio | 1 | 92 | 1666/1666 |
| 59. | Bonometti Luca | 1 | 55 | 815/815 |
| - Totale Presenze: 256 – Cumulo KM: 33942 - | ||||
Appuntamento mtb e corsa
Come è ormai tradizione, dalla prima domenica di Novembre ci si trova in mtb alle 8 e 30 al parcheggio Bresciana Graniti di Nuvolera in fondo a via Scaiola e per chi non vuole mollare la bici da corsa al solito crociale di Molinetto sempre alle 8 e 30. (dall’ 11 ottobre)
Ricordo a tutti di indossare il casco e rispettare il codice della strada !!!
Proviamo la Gf Colnago, mi serve per il prestigio, solo che ho un gran mal di schiena e non so se ho voglia. Arrivo in griglia, era tempo che non respiravo queste sensazione da prima fila, arrivano campioni, campionesse !
Si parte a tutta, solite le variazioni dovute alle strettoie o alle curve ma si viaggia sempre tra i 45 e i 55, ci sono alcune cadute in testa al gruppo, poco avanti a me, rallentiamo e riprendiamo, in un paesetto tocca a me vedermela brutta, entro in una grossa buca al centro della carreggiata e la bici si impenna pericolosamente, sbando contro un collega al mio fianco ma bravo lui e anche io, riusciamo a rimanere in piedi, scampato pericolo, si è rovinato anche il cerchione !
Proseguo con il gruppo e iniziano dei leggeri dislivelli, devo bere ma.. la borraccia che avevo preparato deve essere volata via con l’ impatto nella voragine, procedo fino al primo ristoro, più di un’ ora di gara, senza un sorso, spero che non mi succeda nulla. Riprendo a bere e sembra che vada tutto bene invece la disidratazione non colpisce al momento, quando senti la sete, colpisce più tardi, sulla seconda salita inizio a calare e sulla terza le gambe lanciano dei dolori terrificanti, eppure non è il Rombo ma una salitina da nulla !! Solo dopo la terza salita, inizio finalmente a riprendermi e mi aggrego ad un gruppo per il ritorno su Piacenza. Ultimo strappetto, lo conoscevo già perchè faceva parte del percorso della 1001 miglia, breve ma deciso, rimango con un gruppo buono ma che dopo alcuni chilometri si disgrega, rimango con un collega e tranquillamente planiamo, controvento, sull’ arrivo. 5 e 59 il verdetto cronometrico comunque ottimo visto che l’ intenzione era solo quella di arrivare, un percorso divertente e bello anche dal punto di vista panoramico, peccato solo alcuni tratti di asfalto vecchio in cattive condizioni, ma l’ organizzazione è veramente ottima e sono sicuro che faranno riasfaltare i tratti incriminati e tappare la buca in centro a quel paesino !
Il pasta party veramente ottimo e con attesa ZERO, ampi spazi coperti nel centro fieristico, sarebbe stato tutto perfetto anche con la pioggia. Una gf ottimamente organizzata quindi e con ampie possibilità di crescita.
Gran finale allo stand Comari che avevamo nel frattempo traslocato nella zona pasta party, passa Miculà de Matteis e il superspeaker Paolo Mutton che ci offre una birra e si fanno 4 ciacole sul ciclismo, insomma una giornatona !!!
Nel panico pre partenza intravedo Stefano e Marco ma non riesco a chiamarli, non importa, ci vedremo stasera alla riunione Carrera del primo Lunedì del mese..
HEI…. C’è NESSUNO????
Ciao a tutti i miei CARRERA “BOYS”….
come state ??? avete finito di crogiolarvi al sole e rilassarvi sotto l’ombrellone ???di imbottirvi di granite e gelati ed oziare ???(ops…probabilmente questo lo faccio solo io ) … su dai … sveglia !!!!!!… subito in sella ai cavalli di battaglia e … e … PEDALARE !!!La stagione non è ancora finita e c’è ancora del lavoro da fare ….
intanto io ho pedalato pure x voi ….
CIAO A TUTTI CI RIVEDIAMO PRESTO !!!
Oztaler 2009, inimitabile !
Cosa fa diventare inimitabile una corsa ? Si pensa subito ai panorami, al percorso, a qualcosa di unico nel percorso, invece quello che fa diventare unica questa corsa è la profonda emozione che si prova a viverla come avvenimento. Mi spiego meglio, sono ormai tantissime le gf in posti bellissimi, con ottime organizzazioni ma a Solden abbiamo la possibilità di vivere l’ atto d’ amore di 5000 ciclisti con la loro passione, su un percorso severo, duro, senza sconti e con il calore di migliaia di persone che ti accomagnano da ogni angolo della strada con il loro entusiasmo. Vicino al passo Giovo, anche un ragazzo portatore di Handicap sulla sua sedia a rotelle ci ha incitato con tutte le sue forze insieme ai suoi accompagnatori, è unica ed inimitabile per questo, per quella forza che ti da viverla con amore e non solo come corsa.
Quest’ anno ci siamo trovati io Andrea e GPV sul Kutay, siamo andati avanti insieme fino alla fine, per la prima volta abbiamo visto il Rombo con il cielo terso, niente pioggia, niente grandine, solo il gran freddo tipico di quel passo così alto. Una pedalata tranquilla, in amicizia con tanto di birretta al barettino sul Rombo, un gioiello in quella gionata così bella. Così non conta nulla il tempo impiegato, la VAM sulle salite, conta solo la voglia di condividere tra amici un momento inimitabile !!
Alex
La mia LEL by AL69
Inizia con i colori di Londra, la mia avventura alla LEL. Si, i colori, non il grigio che associamo per definizione alla citta’. Tanta gente, un casino ordinatissimo fino a tarda sera…. E’ in questa bolgia che cammino e ritrovo la giusta distrazione che mi permette di non pensare a cio’ che devo affrontare. Dopo il dovuto relax, ecco che iniziano i preparativi, quelli veri, quelli piu’ delicati. E cosi’ preparo i bauletti, sperando di non dimenticare nulla, ed effettuo gli ultimissimi controlli della bici. Sembra essere tutto a posto…..
26 Luglio
Arriva il giorno della partenza. l’orario assegnatoci ci permette di svolgere il tutto con la massima calma. Dovremo attendere fino alle 13.30 per cominciare il nostro viaggio. Ancora gli ultimissimi controlli, la ricerca di un posticino dove mangiare qualcosa e a poco a poco l’ora si avvicina. Ci mettiamo in posizione, veniamo raggiunti dagli altri compagni di viaggio (siamo una cinquantina ad avere questo orario di partenza)…. e GOOOOO l’avventura inizia. I primi chilometri scorrono veloci, una serie di saliscendi rompe un pochino il gruppo, ma l’andatura non e’ da forsennati. In poco tempo arriviamo al primo punto di ristoro. Qualche provvidenziale panino e via di nuovo. Il prossimo controllo e’ a 150 Km dalla partenza. Anche qui i chilometri scorrono veloci, aiutati dal vento a favore. Appena arriviamo… inizia a piovere. L’acqua sara’ una compagna costante del nostro viaggio…. Ci prepariamo ad affrontare pioggia e strada. Abbiamo una settantina di chilometri per la prossima tappa. COntinua a piovere. Foriamo sia Alex prima, io poi…. mancano ancora 9 Km… e non sembra che la camera d’aria perda troppo.. decido di pomparla e … incrocio le dita. Quasi a mezzanotte arriviamo a Woshingborou. 220 Km fatti. Si pone ora la questione: dormiamo qui, o affrontiamo i 110 Km che ci separano dal prossimo controllo? Stiamo bene, ancora non siamo assaliti dal sonno… e cosi’ decidiamo di andare avanti. Sempre con la pioggia a farci compagnia….. Arriviamo al 330Km, a Thorne, alle primissime luci del crepuscolo. Mangiamo qualcosa e ci distendiamo per un tre orette in una brandina. L’ambiente e’ umido, i nostri vestiti pure.. non e’ una delle notti piu’ belle… comunque passa e riesco a riposare quel tanto che basta.
27 Luglio
Colazione e si riparte. Sulla carta le prime tappe sono estremamente semplici, pochissimo dislivello. Gia’ sulla carta…… La pioggia ci ha abbandonato, per il momento, ma ha lasciato lo spazio ad un fastidiosissimo vento. Forte. E contrario. Le tappe semplicissime diventano taponi alpini. Il dispendio di forze e’ di gran lunga maggiore di quanto previsto. Perdiamo tutto il vantaggio accumulato il giorno prima. Ci apetta la salita di Yad Moss, una saliita interminabile di 25Km, con un dislivello di 400m, una cosa semplice, no???? Affrontata col vento contrario, con quel vento contrario, diventa un vero calvario. Inizio ad essere nervoso, a non poterne piu’. Vorrei gridare, piangere, gettare la bici….. Alex si accorge di questo mio stato d’animo, lo vedo preoccupato, e… mi lascia solo. Inizialmete lo odio, poi capisco. DOvevo restare solo. Era una battaglia solo contro me stesso. Che a fatica, molta fatica, riesco pero’ a vincere, anche se ferito. Arrivo ad Alston, il nostro punto di controllo, all’imbrunire. Oggi abbiamo percorso poco piu’ di 200Km. Alex e’ sempre piu’ preoccupato, lo vedo dai suoi occhi che mi cercano non appena entro nel rifugio. Decidiamo per qualche ora di sonno vero, q prenotiamo un letto. Ceniamo e…. con ‘gioia’ mi rendo conto che il mio numero sul letto assegnato.. non c’e’ piu’. E non c’e’ piu’ nemmeno un posto libero….. Attimi di nervi tesi, molto tesi…. alla fine si trova un lettino in una cameretta con soli tre posti… una pacchia… lenzuolini e copertine…. una dormita colossale.
28 Luglio
Mi risveglio alle 3 del mattio, rinato. Fuori c’e’ molta umidita’, ma sembra non voglia ancora piovere. Oggi dovrebbe essere il giorno del giro di boa. Tappa molto impegnativa, con dislivelli importanti. Tutto va nel migliore dei modi, le salite passano tranquille… entriamo in Scozia, tra panorami indescrivibili….. Immancabile un po’ di pioggerellina, che diventera’ poi un acquazzone prima del nostro arrivo ad Eksdalaimur, quando mancano un’ottantina di Km per Edimburgo. Mangiamo qualcosa, ci asciughiamo alla bell’e meglio e via di nuovo. Passiamo Trquair, altro controllo, cocn persone magnifiche ad accoglierci. Mangiamo un porridge con il whisky che ci fa letteramente rinascere. Manca poco alla boa… davvero poco. Galvanizzati, e aiutati da un bellissimo vento forte a favore, voliamo e lasciamo gli ultimi chilometri scorrere molto, molto velocemente. SOno circa le 13.30 quando arriviamo a Dalkeith. Abbiamo raggiunto il punto piu’ a nord. Ora dobbiamo solo girare le bici, e tornare a casa. Qui facciamo una bella doccia, una bella mangiata, cambiamo i materiali (era il nostro punto di bag drop) e ripartiamo. Vorremmo arrivare ad Eksdalaimur per la notte. Il vento, prima amico, ora e’ un avversario da affrontare. Un avversario, non piu’ un nemico come su Yad Moss. Procedo senza spendere troppe energie. Alex con un altro gruppetto prende un po’ di strada in piu’, ma non mi preoccupa…. Si fa fatica a procedere anche nelle discese. E’ paradossale vedere chi sta araggiungendo Edimburgo procedere in salita a velocita’ superiori alla nostra… dobbiamo usare il 34 anche per le discese….. Ripassiamo Traquair e subito riprendiamo per Eksdalaimur. Sara’ la tappa piu’ dura di tutto il viaggio. Al vento si aggiunge a poco a poco l’acqua. Che aumenta sempre piu’ la sua intensita’. Ci sono momenti in cui il vento violentemente mi sposta, l’acqua cade copiosa sulla strada, a tratti nebulizzata dal vento, vomitata in faccia… si vede a malapena e faccio fatica a concentrarmi sul roadbook. Non che sia necessario, non ci sono bivi, ma lo scorrere delle righe aiuta a passare il tempo. Mi rendo conto che le condizioni sono vicine al limite della sopportazione. Mi dico che se la situazione non migliora, non resta che il ritiro… Sono costretto a percorrere la strada stando piu’ al centro possibile. Ai bordi e’ tutto allagato, non si distingue dove finisce la strada e dove inizia il bordo. Arrivo finalmente al controllo di Eksdalaimur. Dentro c’e’ il finimondo: chiunque si trovi in zona, non puo’ fare altro che fermarsi e aspettare: cerchiamo, come tutti gli altri, di capire se e quando finira’ questa situazione. Sembrano esserci ben poche speranze per uno sperato miglioramento. Mangiamo qualcosa e cerchiamo di riposare. Ci imponiamo di ripensare alla corsa entro le 2, ora in cui vorremmo ripartire. Le facce dei vari compagni di viaggio sono eloquenti. In tanti c’e’ dipinto sconforto, fatica, scoraggiamento, freddo. Mi preparo un lettino con tre sedie, e li’ crollo. Non so ancora come sia riuscito a dormire in quelle condizioni.
29 Luglio
Vengo svegiato da un gruppo un po’ piu’ rumoroso degli altri, poi sento la voce di Alex che dice… ‘dai che ha smesso’. Ha smesso??? Facciamo colazione e butto il naso furi. Buio pesto, vento e pioggia… che differenza c’e’ rispetto al giorno prima? Si’ forse l’intensita’ delle precipitazioni e’ un pochino diminuita. So comunque che in quel momento bisogna ripartire, se si vuole chiudere entro la notte di giovedi’, nostro target, non per velleita’ cronometriche, ma semplicemente perche’ altrimenti perdiamo il volo che ci riportera’ a casa. Non e’ una partenza facile. La strada e’ lucida dall’acqua, per terra c’e’ di tutto: foglie, rami,sassi, ranocchietti che saltellano di qua e di la’…. L’attenzione deve essere sempre al massimo. Incredibilmente, in uno dei vari scollinamenti, alzo gli occhi e mi ritrovo un cielo terso, stellato, un segno? Forse! Di sicuro e’ stata una visione che ha ridato un po’ di morale. Poi il cielo subito si richiude. Finisce la zona collinare, stiamo rientrando in Inghilterra. Vedo un tombino, asfalto lucido, lo scarto verso quella che credo essere la linea bianca di bordostrada e… mi ritrovo disteso a terra. Era in realta’ un marciapiede. L’andatura non era veloce, le conseguenze fortunatamente nulle. Mi resta addosso una paura indescrivibile, e tremo come una foglia. Mi impongo di non pensarci e rimonto subito in sella. Via versoaltri chilometri. All’alba troviamo una tettoia e decidiamo per un microsonno. Pochi minuti, giusto per toglierci un pochino di fatica. Non manca moltissimo al controllo di Alston, solo una salita lunga e poco pendente. Affronto la strada con molta calma, non ho voglia di forzare. I compagni del momento accelerano un pochino e li lascio andare. Mi fermo per un bocconcino, ancora una provvidenziale sostina, e riparto. Sembra che io stia subento un pochino la strada, e’ una salita che a me non piace e cosi’ la affronto con umilta’ godendomi il panorama, sempre stupendo. Arriva il centro abitato, lo raggiungo insieme ad alri occasionali compagni. Li’ la strada impenna, cattiva, con un fondo ciottolato. Tutti scendono dalla bici, sfiniti, io metto il rapportino leggero e… volo. Incredibile. Faccio la salita senza particolari problemi. Passato il tratto duro la strada continua a salire bene e io altrettanto. Sto cantando, sto bene, ho un’energia e una forza insperate, sconosciute. Che stia entrando nel Rando-mode? Vedo uno dei compagni della notte, accelero (!) e lo raggiungo, sempre fischiando e cantando. Giungiamo ad Alston, alle 8 della mattina. Qui decidiamo per una sosta di un paio d’ore, mangiamo e parliamo del la notte appena trascorsa. Siamo consapevoli che dopo aver superato quelle difficolta’ siamo pronti a (quasi) tutto. Ora vedo che Alex e’ tranquillo nel vedermi, capisce il mio stato d’animo, la mia consapevolezza di cio’ che sto facendo. All’ora decisa ripartiamo, questa volta dopo aver formato un gruppetto di italiani, con il quale (piu’ o meno) arriveremo fino alla fine. Siamo ai piedi di Yad Moss. Quante cose sono successe rispetto a due soli giorni fa, quanto mi sento cambiato. La salita non mi fa paura, procedo sotto una pioggia incessante, ma non troppo forte. Arrivo allo scollinamento e ripenso alla crisi di due giorni fa. Ci aspetta una ventina di Km di discesa, ottimo terreno per riposare le gambe. Da qui in poi sappiamo che e’ solo strada da percorrere, tanta, ma senza difficolta, sperando nella clemenza del vento. Corriamo via di buon passo, ogni tanto agganciando gruppetti piu’ veloci, altre volte seguendo i nostri ritmi. Ci stiamo divertendo, e questa e’ la cosa piu’ importante. In serata arriviamo al controllo di Thorne. Siamo riusciti a seguire la nostra tabella di marcia, il nostro programma ambizioso. Decidiamo una sosta con dormita. Ripartiremo alle 3.30.
30 Luglio
Ci svegliamo riposati, felici, glavanizzati e consapevoli que quello che stiamo affrontando potrebbe essere l’ultimo giorno del viaggio. Ripartiamo col nostro gruppetto del giorno prima. Il clima e’ buono, sia nei nostri umori, sia nel cielo. Per ora non piove, anche se resta un’umidita’ altissima. Al controllo successivo si unisce a noi Ausilia, che dara’ un’ulteriore carica, con la sua simpatia, al gruppo. E’ strano quanto stiamo vivendo. Abbiamo alle spalle piu’ di mille Km e stiamo pedalando come se stessimo andando a fare una scampagnata in bici, quelle della domenica con tanto di pic-nic, chiaccherando, scherzando, facendo di tanto in tanto qualche piccolo scatto nei vari dolci saliscendi….. E’ cosi’ che passano questi chilometri. Ogni tanto la fatica si fa sentire e qualcuno trova qualche pretesto per delle lamentele, piccoli attimi di nervosismo, ma in generale il clima e’ davvero ottimo. Qualche scroscio e qualche chicco di grandine ci fanno ancora compagnia, ma ormai la fine e’ vicina, non ci preoccupa piu’ nulla. Cala la sera, l’ultima, lo sappiamo, ne abbiamo ormai la certezza. Siamo all’ultimo controllo. Dopo c’e’ solo Lee Valley, da dove siamo partiti domenica scorsa. Ultimi 65 Km. E’ difficile raccontare cosa ho provato quando ho fatto mettere il timbro nell’ultima casellina del tesserino. Si riparte con sempre piu’ allegria e meno fatica in corpo. Quando mancano una ventina di chilometri, pero’ ecco l’inghippo. Una disattenzione nostra o una imprecisione del roadbook ci fanno perdere leggermente la strada. La tensione sale un pochino, procediamo a vista, lentamente, sperando che gli incroci che affrontiamo ci portino verso la nostra destinazione. Fortunatamente sara’ cosi’ e possimao riprendere il nostro pedalare sereno. Il nervosismo nel gruppetto si accentua un pochino ed e’ con (egoista) sollievo che, a causa di un’ennesimo controllo del roadbook a seguito di un bivio affrontato erroneamente, ci ritroviamo solo io, Alex e Ausilia a dover affrontare l’ultimissima parte dell’avventura. In pieno silenzio, in piena tranquillita’, riprendendo a piene mani quell’allegria e serenita’ che hanno caratterizzato l’intera giornata. Ormai mancano pochissimi chilometri, il coundown e’ a una cifra soltanto, ma non lascio spazio alle emozioni, ancora troppo alto il rischio di sbagliare in un ambiente sconosciuto. Riconosciamo le strade: siamo proprio arrivati, ultime rotonde e alla fine la stradina che porta all’ostello. Felicissimi, entriamo e consegnamo il nostro tesserino di viaggio. Dispiace, piange il cuore separarsene, e’ stato il registro dei nostri chilometri. Sppero che venga restituito, dopo la validazione. Salutiamo i compagni del Viaggio appena concluso, e rientriamo pian pianino verso l’abergo dove ci apettano una camera, una doccia e finalmente un letto vero….. Ci abbandoniamo al mondo dei sogni in men che non si dica…….
PS
Non ho volutamente citato nessun altro dei compagni di viaggio, oltre ad Alessandro e Ausilia, perche’ questo e’ il racconto della mia LEL. La compagnia di chiunque abbia trovato al mio fianco restera’ sempre come ricordo indelebile di quei fantastici giorni. I sorrisi e la chiaccherate incontrati lungo la strada hanno avuto un valore enorme per il mio morale. Per cui, grazie Fabrizio, Mariano, Ezio, Pino, Piero, Carlo, Fabio, Carlos, Salvatore… e chiunque altro mi sto sicuramente dimenticando di elencare qui, ma che ha dato il suo piccolo contributo per portare a termine questo viaggio.
..sembrava che si potesse continuare a viaggiare all’ infinito..
Venerdì 24 Luglio ci troviamo io, Alberto e Fabrizio a Montichiari per il volo su Stansted, comodo e veloce, affittiamo un’ auto e filiamo in albergo. Sembra facile, la marcia a sinistra con la macchina con la guida a destra complicano le cose, prendere le rotonde “contromano” seduto dalla parte del passeggero insieme al caotico traffico londinese è uno spettacolo da brivido !! Meno male che ero già stato in Inghilterra un paio di volte con la mia auto, con qualche spavento siamo arrivati al Travelodge.
Sabato 25 andiamo a ritirare i documenti di viaggio, iniziano tutti a mettersi in coda, gli iscritti sono circa 600, con ritardo rispetto all’ apertura ufficiale per tutto il mondo, apre anche il desk per i soli italiani, un trattamento di favore che Melita, l’ organizzatrice, ci aveva concesso.

La coda per i documenti di viaggio
Avere il roadbook in mano mette una certa agitazione, significa che tutto è andato bene e che basta solo partire. Questo almeno in teoria, c’ è sempre qualcuno che ci può mettere lo zampino..
Torniamo in hotel ed effettuiamo il controllo delle bici per la partenza del giorno dopo, il viaggio in aereo dentro le borse morbide ha una dose di rischio, se gli addetti le maneggiano con poca cura, rischiamo di trovare delle brutte soprese. In realtà tutto fila liscio, solo il cambio di Al è leggermente disallineato ma riesce a ricomporre la situazione.
La sera andiamo a cena al centro di Lee Valley con tutti gli altri colleghi randonneurs, si iniziano a percepire le sensazioni che poi sentiremo durante i risotri inlotre è palpabile la tensione tra i colleghi, si parla di brutto tempo e si sa che a quelle latitudini non si scherza affatto.
Domenica 26 Luglio, scendiamo dalle camere con le nostre bici bardate di tutto punto, abbiamo con noi tutto ciò che riteniamo sia indispensabile per portare a termine una prova così severa, sembriamo i gladiatori prima di entrare nell’ arena, luci, bauletti anteriori, posteriori, bande catarinfrangenti, non ci manca nulla. Ci avviciniamo alla zona della partenza insieme ad altri colleghi sconosciuti, cerchiamo Melita, l’ organizatrice per la conferma della partenza, ore 13 e 30 in punto dalla stazione.

Alex di spalle con la maglia Carrera
Lee Valley, 0 Km. Si parte, i primi chilometri si snodano in un complicato dedalo di viette, iniziamo a confrontare il roadbook con il percorso, non è facilissimo ma i riferimenti sono precisi e se controlli bene il ciclocomputer è abbastanza difficile sbagliare.. se sei fresco e se è giorno, dopo, lo vedremo, le cose cambieranno. Il gruppo è veloce, inizia un saliscendi abbastanza deciso, si controlla il roadbook, senza quasi accorgecene arriviamo al primo controllo timbro.

Gruppo ancora compatto dopo la partenza
Gamlingay, Km 65. E’ un controllo opzionale, troviamo tuttavia un ottimo ristoro, approfittiamo per fare il pieno e ripartiamo abbastanza velocemente. Non piove ancora ma il meteo appare in peggioramento. Il percorso a questo punto non è impegnativo, siamo noi tre, io, Al e Fabbry e andiamo tranquillamente, senza strafare, il controllo successivo è a 85 km. I Paesaggi che si presentano a noi sono incantevoli, tipici inglesi con meravigliosi borghi tenuti in maniera maniacale, intuiamo che la scelta del percorso è specificatamente su strade a bassissimo traffico, quasi nullo a parte qualche attraversamento di statali o qualche città. Arrivano alcuni strappi, siamo al controllo e inizia a piovere.
Thurbly, km 151. Il ristoro è ottimo, ci sono anche le lasagne, approfitto per fare un paio di piatti, cerchiamo di limitare le soste visto che siamo ancora carichi e fuori c’è luce. Questo tratto è molto facile ma la pioggia è fitta e con l’ andatura decisa che stiamo tenendo, siamo in un bagno di sudore dentro il nostro abbigliamento in Goretex, decidiamo di rallentare per diminuire la sudorazione, ma ormai siamo fradici sia fuori che dentro. Pedalare nella pioggia è normale per un randonneur, quello che temiamo però è che possa peggiorare di molto, le previsioni che ci arrivano dal Kolombrello Lenky via sms non sono confortanti e ci spettano anche delle tappe di montagna. Nel frattempo sia io che Al foriamo in questa tappa, meglio, così ci togliamo il pensiero per un po. Il mio copertoncino tuttavia si lacera, una specie di dente triangolare tutto seghettato lo taglia per un paio di mm, decidiamo di non sostituirlo, terrà ?
Washingborough, Km 216. Abbiamo quasi 5 ore di vantaggio sulla tabella torica stilata da Al, qualche errore di percorso dovuto alla stanchezza e la prima penombra ci fanno capire che abbassare la guardia è molto pericoloso, si rischia di perdere il tracciato e molte ore di viaggio per nulla, continuo a controllare il roadbook anche dopo aver preso un bivio, capita infatti che si perdano dei passaggi o che si prenda una strada per errore, il roadbook è preciso ma nella penobra si iniziano a leggere cose diverse da ciò che è scritto. Anche qui a Washingborough, la gentilezza dei volontari e il ristoro sono eccezionali, bagnati come siamo, stiamo iniziando a pensare come possa essere possibile finire una prova del genere senza quel tipo di organizzazione. Ben rifocillati decidiamo di riposare al successivo controllo di Thorn.
Ripartiamo e la pioggia, a parte qualche piccola diminuzione, ha continuato incessantemente. Raggiungiamo il controllo volante di Wragby dopo c.a. 20 km, dei ragazzi sotto le intemperie come noi fermi da ore in una piazza a mettere i timbri, ci dicono ridendo che hanno visto passare degli italiani manco fossero in fuga per conquistare la maglia gialla, ridiamo anche noi, di sicuro non siamo in fuga, pedaliamo decisi ma sempre senza strafare, anzi, mi rendo conto di andare ben al di sotto di quello che potrei fare e questo è solo positivo. La strada è quasi piatta ma continui bivi e deviazioni ci costringono a ripercorrere a ritroso parecchi chilometri per i tanti errori che stiamo facendo, la pioggia, le luci, la stanchezza, ci impediscono di leggere correttamente le indicazioni, ci fermiamo ai bivi per essere sicuri di quello che facciamo, il gps, per questa LEL, l’ avevamo voluto evitare. Raggiungiamo un grande ponte, un grande canale con navi portacontainers, si avvicina il primo agognato riposo.
Thorne, 321 Km. E’ tardi ma arriviamo al cotrollo ancora in anticipo sulla tabella e prenotiamo tre brande, ci rifocilliamo e ci si stende, dovremmo poter dormire 3 ore ma dopo due ore e mezza mi sveglio e non vedo Fabbry, sveglio anche Al e mi alzo, andando in bagno incontro Fabbry già bardato che dice che non riesce a riposare, è troppo teso e vuole continuare, gli dico di anticiparci pure, di accodarsi a qualcuno che tanto ci troveremo ai prossimi controlli, parte in un istante. Dopo una colazione non troppo abbondante causa sazietà del pasto consumato poche ore prima, ripartiaremo sempre sotto la pioggia, fortunatamente sono riuscito a trovare un volontario con la boccetta dell’ olio per la catena, iniziava ad essere veramente secca. Bene, siamo pronti ma incontro Carlos, è appena arrivato e mi racconta una cosa terribile, pochi momenti prima della sua partenza alle 13 e 45, mentre era al pub per mangiare qualcosa, un ladro si avvicina con una mtb scassata, scende al volo, sale sulla sua Pina nuova di zecca e scappa come l’ arrivo di Cipollini nei giorni migliori. Rimango senza parole, non gli è rimasto nulla tranne se stesso e gli scarpini con gli speedplay, non ha roadbook, luci, abbigliamento, solo ciò che ha addosso e la rabbia per ciò che gli è accaduto. Ma in quei momenti può succedere l’ inaspettato e Steven, un avventore del pub, gli propone la sua citybike per fare la LEL, Carlos dopo un momento di sgomento accetta e di fatto me lo trovo li davanti con questa bici che non c’ entra nulla e con un sorriso fantastico, il sorriso di chi sta ancora inseguendo un sogno dopo che questo sembrava perduto.

Carlos alla LEL 2009
Lunedì 27 Luglio, si riparte senza troppa convinzione, abbiamo riposato ma eravamo bagnati e le sensazioni non sono delle migliori, siamo solo io ed Alberto e abbiamo una tappa di 90 Km da affrontare, procediamo silenziosi guardando ciò che ci circonda, passiamo anche un canale con il ponte mobile, inizia a soffiare il vento. Per un po smette anche di piovere, iniziamo lentamente ad asciugarci ma il meteo sembra beffarci di noi, riprende a piovere poco dopo. Intravedo una stazione di servizio con il minimarket, chiedo ad Al di fare uno stop per prendere qualcosa da mangiare, abbiamo fatto solo 20 Km dall’ ultimo controllo ma ho bisognio di mangiare, un paio di tramezzini, Mars, qualche altro dolce, una Coca Cola. Anche Al approfitta per integrare e ripartiamo in pochi minuti. Fanno molto più queste piccole pause che ristori di ore, ripartiamo con più grinta. Passiamo una foresta, piccole stradine e arriviamo al controllo.
Coxwold, 411 Km. Qui hanno della pasta, la signora gentilissima mi fa una buona razione, ho decisamente bisogno di alimentarmi, preparo anche qualche panino da mangiare strada facendo, i ristori sono una salvezza, i paesi attraversati sono per la maggior parte piccoli borghi senza negozi di alcun genere, solo nei passaggi di città più grandi si trovano pub o negozi di alimentari, il problema è a che ora passi di li, spesso è tutto chiuso. Qui ritroviamo anche Fabbry, non riesce proprio a riposarsi. Si riparte e finalmente sembra che smetta di piovere, poche gocce qua e la ma il problema è il vento, mi rendo conto che potrebbe esserci un ostacolo molto più duro della pioggia e delle salite, questo tratto è di poco più di 5o Km quasi piatti ma avanzare è insopportabile, si procede molto lentamente, la media è bassissima, si fatica molto e una tappa stimata in un paio d’ ore diventa di più di tre.
Middleton Tyas, 463 Km. Siamo ad un ottimo ristoro, c’è anche il menù e il servizio al tavolo, mangio di tutto, dal bacon con le uova strapazzate al budino con la mela cotta. Ripartiamo sapendo che questa potrebbe essere una tappa decisiva, piove poco ma il vento è fortissimo, 75 Km da soffrire con il controllo dopo il passo di Yad Moss a 600 mt di altitudine. La salita è facile e costante, si potrebbe fare velocità ma le folate di vento ci mettono alla prova, allo stesso tempo si aprono davanti a noi scenari immensi, aperti, con l’ aria tersa, ci sentiamo ancora più piccoli di quello che siamo, sbattuti contro gli elementi che possono fare di noi ciò che vogliono. Le colline sono poi zeppe di capre e pecore, mai viste così tante, per chilometri e chilometri, senza fine. Tra un confine e l’ altro, i pastori hanno installato i Cattle Grid, delle griglie sull’ asfalto per evitare che gli animali possano uscire, sono spranghe di ferro distanziate di quasi 20 cm, le vibrazioni sulla bicicletta sono terribili, ho messo le vecchie Mavic, terranno ?
Mentre saliamo lentamente di quota, sembra di passare oltre i 2000, ma non saremo molto oltre i 400, a questa latitudine cambia tutto, ma proprio tutto, il vento si scaglia contro di noi e Al appare in una situazione critica. Affrontare una LEL, affrontare 1400 Km da chiudere entro 100, 110 ore al massimo non si può improvvisare, a parte la preparazione fisica, la convinzione delle proprie capacità e della propria forza sono determinanti. Al, sin dai primi controlli, esterna una sorta di tensione, come se il “controllo” della situazione potesse far volgere a suo favore gli avvenimenti. Ma raramente la realtà è come ci si aspetta, nella LEL la forza vincente è quella che ti fa affrontare ogni ostacolo, tutti gli ostacoli, con la più profonda tranquillità, con la piena fiducia nella strada e in se stessi. Visto che era pressochè impossibile stargli vicino, decido di allungare e di anticiparlo al controllo di Alston, a questo punto la forza, quella che ti porta al traguardo, la devi trovare da te, non serve nessun consiglio, nessuna parola.
Alston, 539 Km. Entro, consegno il cartellino, ecco un’ altro timbro, siamo vicini al giro di boa, non è troppo tardi e vado a mangiare qualcosa per ingannare l’ attesa di Al. Eccolo, arriva, l’ umore è decisamente migliorato, sembra un’ altra persona, ottimo segno ! Ora bisogna dormire, il grosso del gruppo non è ancora qui, possiamo prenotare due letti. Fabbry scappa, non può assolutamente fermarsi, lo capisco, ognuno è fatto a modo suo. Dopo un buon pasto caldo, fuori ci sono 8 gradi, andiamo a letto ma il mio letto è al suo posto invece quello di Al è misteriosamente scomparso, impiegherà un’ oretta per trovarne un’ altro, meno male che avevamo deciso di fare qui il riposo più lungo, ci ritroveremo alle 3 di mattina per la colazione. Il letto a castello dell’ outdoor center è pulito, con un piumone morbido, il cuscino soffice come piace a me, sprofondo in un sonno assoluto, coccolato da quel letto così comodo, così accogliente. Mi sveglierò come se dovessi iniziare in quel momento. Al invece non appare, chiedo alla signora se è stato svegliato, no, si erano dimenticati di lui, chiedo cortesemente di tirarlo giù dalla branda, è ora !
Martedì 28 Luglio. Colazione veloce e si parte, ci sono alcuni inglesi, partiamo e perdo di vista Al, sarà dietro o davanti ? Ci ritroviamo e continuiamo, riprende la pioggia, sempre più forte, aggressiva, rimaniamo in quota, ci sono dei continui saliscendi, è una tappa di 90 km molto difficile, siamo ancora circondati da colline e da pecore, solo ogni tanto passiamo in qualche piccolo borgo. In una discesa, foro, è la seconda volta, cosa sarà ? Scorro con le dita e scopro una punta accuminata, non si vuole togliere dal copertone, insisto con il tappino della camera, rimonto, gonfio ma perde subito, era una camera di recupero e la pezza era stata messa male, monto l’ altra, tutto perfetto, si riparte. Incontriamo una strana coppia, un italiano velocissimo ed il suo collega inglese, loro usano la tattica della velocità, lungo riposo e poi a tutta ! Proviamo a stare con loro ma il passo è molto diverso, ci separiamo. Eccoci all’ ultima salita prima di Eskdalemuir, ritorna la pioggia ed è tosta, c’è vento ma sto bene e allungo. Tengo d’ occhio Al, la vallata è ampia e si può vedere qualche Km dietro, si scorgono inconfondibili le sagome dei ciclisti sotto i continui scrosci.

In scozia alla LEL, forata la posteriore.
Eskdalemuir, 633 km. E’ un paesino piccolissimo, anche il posto di controllo è situato in una struttura molto più piccola di quelle incontrate sino ad ora, i volontari lavorano a mille e si mangia con abbondanza. Sono le 11,00 arriva Al, sembra sempre più convinto. Sappiamo di avere ora un tratto facile, Quasi tutta discesa, partiamo con il solito passo, inutile strafare.
Traquair, 678 Km. Anche questo è un controllo opzionale ma il Porridge con il whisky no!! E’ di serie e facciamo un paio di scodelle, ce lo serve un volontario italiano, un colonnello del nostro esercito che è ad un corso di specializzazione a Edimburgo, scopriamo così che molti dei volontari sono ufficiali e sottufficiali dell’ esercito inglese. Ripartiamo e finalmente smette di piovere, abbiamo anche il vento a favore, sembra un miracolo ! Si va ad Edimburgo ! Iniziamo ad incontrare faccie conosciute che stanno rientrando dopo il giro di boa, sia chi era partito nel gruppo delle ore 9,00, che quelli partiti insieme a noi, incontriamo Ausilia Vistarini, e il nostro Fabbry !!! Grandissimo !!!
Dalkeith, periferia di Edimburgo, 716 Km. Dopo qualche rotonda che ci ha confuso, raggiungiamo il controllo, siamo al giro di boa, il 50% del percorso, un traguardo importante, Al è commosso, anche io sono molto contento, c’è un raggio di sole, sembra li per noi. Entriamo, timbriamo e ritiriamo il bag drop, le borse con i cambi, mangiamo, facciamo una doccia, sarà l’ unica, ci sono bastate le continue docce metereologiche. Inutile dire che anche qui il ristoro è ottimo, menù e servizio al tavolo, anche troppo per una randonnee, ci hanno proprio viziati !! Pensiamo al ritorno e al vento, non si è placato, anzi, è aumentato e se prima era a favore… Si aggrega a noi Piero, siamo partiti nello stesso gruppo e decidiamo di fare qualche tratto insieme. La ripresa di contatto con la pedalata è infelice, si avanza a fatica sui drittoni in leggera pendenza con il vento contro, rimango davanti tentando di fare scia ma non è facile riuscire a seguire e appena la strada ricomincia a salire con più decisione rimango solo. La strada è deserta, praticamente il traffico è assente, incrocio solo qualche altro randonneur che sta raggiungendo Edimburgo. Non riesco a rallentare per stare con gli altri, la gamba gira bene, i panorami sono incantevoli, l’ aria tersa e asciutta. Ad un certo punto della salita, il vento diventa veramente pericoloso, la bici scarta e mantenere l’ equilibrio è molto difficile, raggiungo il passo e in quella vallata il vento crea un effetto Venturi amentando ancorà l’ intensità, saremo vicini ai 35 nodi, inizia la discesa e la bici non scende, metto il 34 e continuo a pedalare, sembra un’ incubo, la strada è visibilmente in discesa ma si pedala come in salita a causa del vento.
Prima del bivio successivo mi fermo ad aspettare Piero e Al, passa Piero e aspetto ancora, arriva Al molto tranquillo, riprendo anche io e arriviamo a Traquair. Qui non c’ è più il controllo per noi ma il ristoro si e approfittiamo per ricaricare le batterie. La pausa è brevissima e uscendo incontriamo Fabiozen e la sua Freccia Azzurra in discesa verso Edimburgo, mi appare calmo e tranquillo, lo spirito giusto per arrivare alla grande. Il percorso a ritroso propone un diverso punto di vista e davanti a noi si chiude il cielo e con esso anche le speranze di un ritorno più agevole dell’ andata. Inizia a piovere con forte intensità, il vento non molla, la strada è impervia con la visibilità ridotta, iniziano scrosci violenti, tratti di grandine, il freddo, si crea un gruppetto con noi tre e un inglese in completo estivo, nessuna parola, si pedala come si può. Il sole inizia a tramontare e l’ oscurità avanza, inizio a forzare leggermente per arrivare quanto prima al controllo, l’ inglese decisamente infreddolito si mette in scia, Al e Piero avanzano più tranquilli. Non c’è un paese, una tettoia, nulla, solo questo piccolo nastro d’ asfalto ruvido e i panorami di continue colline. Vengo raggiunto da un’ altro inglese con un bauletto rigido, si vede che sa com’ è il meteo da queste parti, il nuovo trio forza ulteriormente, mentre le sferzate di vento e pioggia nebulizzata ci investono, capisco che l’ inglese in completo estivo sta spingendo al massimo per tentare di scaldarsi, si propone davanti al gruppetto per fare la sua parte ma lo ripasso per dargli un minimo di scia. Arriviamo vicino al controllo, intravedo un ciclista fermo davanti con due bici e un secondo che si rialza dal pendio laterale, ci fermiamo, non si è fatto male, non riusciva a vedere il bordo della strada ed è precipitato. Riprendiamo in cinque, passiamo davanti al tempio tibetano di Eskdalemuir, uno stridore geografico, sembriamo trasportati in un’ altro continente e allo stesso tempo rimango affascinato delle continue emozioni. Arrivo con i 4 nuovi colleghi inglesi al ristoro, ci ringraziamo a vicenda, bastano pochi sguardi.
Eskdalemuir, 799 km. Fatico a trovare un posto per la bici, il controllo è completamente pieno di ciclisti stanchi, fradici e infreddoliti, è bagnato ovunque. I volontari continuano a darsi da fare, alcuni alla cucina e altri con la ramazza a tentare di asciugare e pulire il passaggio e la sala da pranzo. Arriva Al, al momento mi preoccupo, ha un’ espressione da panico, dice: in queste condizioni è impossibile andare avanti. Le condizioni erano sicuramente estreme ma non tali da gettare la spugna, infatti dopo pochi minuti, mi dice: Partiamo alle 2,00! Ottimo gli dico ! Tentiamo quindi di mangiare e riposare sui tavoli o sulle sedie, un’ oretta, siamo in piedi da quasi 24 ore.
Mercoledì 29 Luglio. Sono le due, piove incessantemente, passo da un volontario che mi dice che migliorerà solo dal pomeriggio successivo salvo qualche schiarita temporanea. Torno da Al e gli comunico invece che sta smettendo, Piero si adegua, si parte ! Si aggrega a noi anche un inglese che aspettava il primo gruppetto in partenza. Usciamo e tutto è come prima, pioggia e vento, forti. Partiamo comunque, la visibilità è ridotta, accendo tutte le luci che ho a disposizione e Piero accende anche la sua potentissima, si procede sicuri nel buio più totale sotto il diluvio. Dopo alcune decine di chilometri, smette, è una di quelle schiarite momentanee, si intravede il cielo completamente stellato, sembra un sogno, nessuna auto, nessun ciclista, per decine di chilometri ancora, sembrava che si potesse viaggiare all’ infinito in questo limbo indecifrabile. Alla fine di una discesa, mentre si entra un un paese, al scarta a sinistra e scivola con l’ anteriore sul marciapiede appena pronunciato, cade, ci fermiamo subito tutti e verifichiamo la situazione, tutto bene, Al non si è fatto nulla e la bici è intatta, si riparte subito.

Al, Piero ed un amico inglese verso Alston alla LEL 09
Prima di iniziare la salita verso Alston, intravediamo un centro sportivo che ha una tettoia, andiamo e ci stendiamo sul cemento, è ormai l’ alba. Il microsonno è provvidenziale, ci svegliamo e riprendiamo, inizia la salita e ci spezzettiamo, l’ inglese allunga, al momento sto con Al e Piero, dopo parto anche io. Prima del controllo raggiungo l’ inglese, facciamo quattro chiacchere, arriviamo.
Alston, 894 km. Mi tuffo al ristoro, c’ è anche Carlo, gli esterno la mia apprensione riguardo Al che sale lentamente ma a mia insaputa Al è entrato in quello che chiamo Rando Mode, infatti arriva ed è raggiante, comprendo in quel momento che non ci fermerà più nessuno. Infatti non è più teso, è completamente rilassato e conscio delle sue possibilità. Il Rando Mode non è solo un modo di pedalare, è uno stato in cui puoi entrare, significa che hai provato tutto, la fatica, il sonno, il dolore, la sopportazione, la noia, e ancora pedali, anzi, scopri una forza e un’ energia che non pensavi di avere, attingi alla parte più profonda di te stesso comprendendo veramente le tue possibilita e oltrepassando quelli che credevi fossero i tuoi limiti. Con tutto questo arriva anche una profonda tranquillità, quella che ti porta ovunque tu voglia.

Carlo e Al ad Alston LEL09
Qui ad Alston, si crea un nuovo gruppo con Carlo, Piero, Salvatore Mariano ed Ezio, sono tutti randonneurs di grade esperienza. Con grande entusiasmo ripartiamo mancano poco più di 500 km. Il gruppo si sgrana, poi si ricompatta, si parla, si sparla, si rimane sempre a vista e senza grossi patimenti si arriva al controllo successivo.

Alex ed Al LEL 09
Middleton Tyas, 969 Km. Arriviamo e ci attendono degli ottimi piatti di pasta, faccio un bis e chiedo una coperta, io, Al e Piero facciamo un pisolino. Quello che ci voleva per asciugare i piedi e per ricaricare le batterie, vogliamo arrivare a Thorn giusti per fare una bella dormita prima del giorno decisivo ! Ci rivestiamo e si parte. Siamo bagnati ma il meteo è meno severo, piove a tratti, quasi a prenderci in giro, stiamo ripercorrendo a ritroso le strade percorse in precedenza, questo a volte ci aiuta ma a volte ci confonde, perdo il conto dei chilometri, ora non potrò controllare il road book ma siamo in tanti e riusciamo a districarci. Riprende a piovere con più forza e verso l’ arrivo a Coxwold, raggiungiamo un gruppo numeroso, qui le strade sono completamente allagate, ci sono dieci o quindici centimetri d’ acqua, le bici ne alzano una quantità enorme, acqua da sopra e da sotto, nessuno cala la velocità, anzi, sembriamo tutti in preda ad una sorta di euforia collettiva, è divertente, mai vista così tanta acqua in vita mia, secchiate continue, enormi, un collaudo straordinario per la mia attrezzatura. Arriviamo completamente zuppi.
Coxwold, 1021 Km. Timbriamo, siamo ormai in ritardo sulla tabella prevista da Al ma perfettamente in tempo sulla tabella limite, quella che prevede il nostro arrivo a Londra entro la mezzanotte di Giovedì. Ci riposiamo e mangiamo come al solito, questo tratto è facile. Partiamo e per fortuna il meteo è meno inclemente, lentamente ci asciughiamo. Arriva la sera, facciamo una piccola pausa, siamo molto stanchi, nelle ultime 48 ore abbiamo dormito forse un’ ora, insieme agli altri, sbagliamo la strada qualche volta, riconosciamo la zona, siamo ormai vicini a Thorn, mi fermo a togliere i sovrascarpe per tentare di asciugare i piedi, operazione che mi fa solo perdere tempo, anche se non piove c’è un’ umidità pazzesca e i piedi rimangono tali e quali, anzi, prendo un gran freddo.
Thorn, 1110 Km. Fantastico, siamo a 291 dal controllo finale, possiamo cenare e dormire, chiediamo per una branda ma sono tutte occupate, ci sono dei posti per terra su una moquette, prendiamo una coperta, ci facciamo spazio tra altri ciclisti e dormiamo, sveglia alle quattro, finalmente una dormita.

letto thorn lel 09
Giovedì 30 Luglio. Iniziamo a prepararci, fuori è ancora freddo, facciamo una bella colazione, mettiamo l’ olio alle catene veramente esauste e ripartiamo per l’ ultima giornata, l’ umore è ottimo e le sensazioni migliorano chilometro dopo chilometro, siamo con un folto gruppo che comprende anche Riccardo, il velocista che però dorme 8 ore per notte con il suo amico inglese, una ciclista russa e il nostro gruppo italiano. Ad una rotonda iniziamo a sbagliare strada, perdiamo poi un bivio, poco male, facciamo qualche chilometro in più ma comprendo che la cosa più difficile oggi, sarà l’ orientamento, siamo già convinti dell’ arrivo e questo gioca a nostro sfavore, il road book non perdona. Arriviamo a Lincoln, una grande città e ci sprprende la sua cattedrale tardo gotica, immensa ed impressionante, domina la città e ci emoziona. Ci fermiamo anche ad una stazione di servizio, prendiamo un caffè, alcuni spuntini, una bella carica per continuare in progressione. A causa di alcuni lavori, perdiamo ancora la strada ma finalmente arriviamo al controllo.
Washingborough, Km 1184. Ci fermiamo per il solito timbro, mancano poche caselle, ancora una “novecolli” e ci siamo!! Dopo il pasto, scorgo un materassino, approfitto per un microsonno, il gruppo è in partenza tra 10 minuti, io impiego meno di un istante ad addormentarmi. Al mi chiama, mi alzo di fretta, gli altri sono già in sella, riempo la borraccia e sono pronto. Spunta il sole, ci sono sempre delle nuvole minacciose che ci seguono ma il meteo sembra ad una svolta. Iniziamo a pedalare con forza, la media si alza, il meteo ci regala ampi squarci di sole e qualche doccia violenta qua e la, il tipico meteo inglese e noi ci mettiamo e ci togliamo le giacche antipioggia. Ad un certo punto, raggiungiamo Ausilia, campionessa delle specialità Single Speed e Franco, randonneeur di classe innata, il gruppo diventa veramente numeroso, siamo gasatissimi, si chiaccehra, si pedala alla grande, si scherza, ci si racconta, ci si conosce, non mi sembra vero, mai visto un gruppo così numeroso viaggiare così bene in una rando, siamo in 8 più altri occasionali aggregati, arriviamo prestissimo al controllo successivo.

Ausilia e Franco alla consegna del roadbook
Thurlbly, 1251 Km. Siamo galvanizzati, stringiamo i tempi al minimo, mangiamo velocemente, ci impossessiamo delle scorte viveri per poter mangiare durante il percorso e si schizza via, abbiamo una gran voglia di pedalare, sarà perchè ci si diverte un sacco !! Al, entrato in Rando Mode è diverso, non molla mai il gruppo, parla disteso con Ausilia e gli altri, sente un’ energia che mai si sarebbe immaginato di avere. Scorrono i chilometri e quando ormai il cielo appare zaffiro decidiamo di fare una piccola pausa, ridiamo come dei matti, ci accomodiamo su una panchina.

Mariano e Alex in panciolle alla LEL 09

Ausi pausa LEL 09
Il percorso non ha ostacoli impegnativi, passiamo per dei bellissimi borghi, vediamo grandiosi paesaggi, colori pieni, saturi, era dalla partenza che non succedeva. Ad un certo punto Ezio e Mariano si fermano, il portapacchi di Ezio si sta divincolando per fuggire dalla sua sede, nonostante il miglioramento dell’ asfalto non ne può proprio più, mi fermo e metto un paio di fascette appese alla sella per tentare almeno di arrivare al successivo controllo, la ci sarà più calma per sistemare il tutto. Nel frattempo pensavo alle mie povere Mavic Classic Pro di dieci anni, hanno fatto una Paris-Roubaix, una 1001 Miglia, quasi tutta la LEL, il passo Crocedomini dal Maniva con 8 chilometri di sterrato superando il BMW GS club svizzero nel tratto in discesa e mille altre avventure che neanche mi ricordo, ero stato pigro e non avevo montato le ruote apposite, Me lo ero già chiesto dopo i Cattle Grid, terranno ?
Gamlingay, 1336 Km. Anche qui facciamo un ristoro minimo, è l’ ultimo controllo prima della conclusione di questa straordinaria LEL. Mancano uno sputo di chilometri, sono più impegnativi perchè è molto vallonato e ci sono anche un paio di salite più marcate ma in fondo sono solo 65 Km, cosa può succedere ?? Di tutto, dopo una decina di chilometri, un raggio della mia Mavic posteriore cede, si spezza, la gomma tocca il carro, mi fermo e mentre sto ancora pensando al da farsi, Ezio è già sulla ruota con il tiraraggi, gli da una sistemata giusto per procedere, sono sicuro che terrà fino alla fine !

Ezio, Alex e un raggio rotto alla LEL 09
Ripartiamo e inizia un minimo nervosismo per le indicazioni del road book, siamo stanchi, inizia a imbrunire e sbagliamo strada, faremo una tangenziale e vari chilometri in più per recuperare la strada. Passiamo da una cittadina con grande movimento serale, sembra Viale Ceccarini nei giorni migliori, siamo spaesati vista la solitudine vissuta sino a quelo momento. Alcuni iniziano ad essere impazienti e iniziano a tirare, altri si staccano, arriviamo ad un bivio in cima ad una salita e mi fermo, sono quasi tutti davanti ma Ausilia e Al sono dietro, eccoli, siamo a 15 chilometri da Lee Valley, periferia nord di Londra, ci godiamo questi ultimi chilometri come se non ci interessasse arrivare, cala la velocità, cala la tensione, cala anche la vista perchè la mia luce da casco è scarica e non vedo il roadbook, ci perdiamo, non siamo preoccupati, ritorniamo sui nostri passi e troviamo la strada giusta, la percorriamo a passeggio, le emozioni violente di questa LEL ci stanno passando addosso, ormai siamo un corpo unico con la nostra bicicletta, è come se sentissimo anche le sue emozioni. Finisce la discesa, ripercorriamo le prime vie fatte dopo la partenza, caliamo ancora la velocità, non per stanchezza ma per vivere e godere di questo momento, sono le 11,00 e non ci sono rumori, entriamo silenziosi al centro di Lee Valley e scendiamo dalle biciclette, ci abbracciamo io Al ed Ausilia, qualche lacrima, grandi emozioni, la mano che trema leggermente nel consegnare per l’ ultima volta il cartellino dei timbri. 105 ore, potevano essere di più o di meno, non ha significato in una randonnee, nessuno in assoluto, vale solo ciò che hai vissuto dentro, nel profondo di te stesso, in una zona che forse non hai mai toccato.

Al ed Alex a Lee Valley dopo la LEL 09
Lee Valley, 1401 Km. Ci salutiamo, io, Al ed Ausilia poi incontriamo i colleghi delle ultime tappe, Salvatore, Mariano, Ezio, ci abbracciamo anche con loro e ci diamo appuntamento alla prossima rando, non sappiamo ne dove ne quando, ma sappiamo che ci sarà !
Venerdì 31 Luglio, dopo qualche piccolo problema nel recuperare Fabbry con l’ auto per andare in aereoporto, meno male che c’ erano i suoi amici che lo potevano accompagnare in camper, ci ritroviamo tutti iniseme, anche Fabbry ha finito la sua LEL, alcune ore prima di noi, non è riuscito a dormire molto, è molto stanco ma felice, saliamo in aereo e sognamo, ci sarà qualche nuova avventura che ci farà incontrare..
Alex
Dai vostri inviati …. ( Luca , Denise , Stefano …. )
I nostri temerari atleti , Alessandro e Alberto , stanno percorrendo le strade della LEL che è l’equivalente britannico della Parigi-Brest-Parigi. Si svolge ogni quattro anni e mostra il meglio dello scenario britannico(acqua e vento).1400 km da percorrere lungo le rive del fiume Lee , passando dalla regione dell’Hertfardshire attraverso l’Essex verso il Tamigi , ammirando spazi verdi urbani e riserve naturali . Lungo il percorso sono previsti 9 controlli situati ad intervalli regolari. Le strade sono segnate ,ma nella zona nord del percorso si attraversano strade secondarie dove puoi incontrare pecore al pascolo ed il fondo stradale è molto sconnesso . E ricordiamo che lì si viaggia sul lato sinistro …( quindi occhio!!!)
” Quanta stanchezza, quanta felicità,quanta durezza, quanto dolore…
Sotto la pioggia,su strade sterrate, su interminabili salite…
Mentre la gente guarda , senza capire ciò che fai
tu sei l’unico consapevole delle tue forze ….
Il tuo fisico provato ti dice di fermarti , di mollare
ma il tuo cuore di non pensare di continuare.
tutto ciò ti fa soffrire , ti fa capire….
E quando il miraggio dell’ultimo chilometro ti appare
dopo una lunga ed interminabile agonia,
un sospirato sorriso si accende sul tuo volto …
è gioia , è un grido , è pianto !!! “
* DOMENICA 26/7
ORE 13:30 …… scatta l’ora x , i nostri eroi partono da Cheshunt in sella alle loro diaboliche macina chilometri.
*LUNEDì 27/7
ORE 23:00 …… cala la notte , e nell’oscurità si intravedono i due temerari che si avvicinano a Alston dopo aver già percorso 540 km interminabili sotto acqua e vento . In anticipo di due ore sulla loro tabella di marcia , decidono di riposare x qualche ora (quattro ). SIETE GRANDI !!!
*MARTEDì 28/7
ORE 3:00…. rigenerati dal grande riposo ripartono di gran carica verso Edimburgo . La temperatura è molto rigida , si raggiungono i 4 gradi durante la notte.
ore 11:00…i nostri eroi distano 80 km da Edimburgo … tra poco finalmente il tanto desiderato giro di boa …
ORE 15:30…molto provati dalla interminabile pioggia , e raffiche di vento che raggiungono i 30 nodi arrivano a Dalkeith periferia di Edimburgo … Qui un piccolo e meritato riposo ( pochi minuti) solo per riempire lo stomaco con le leccornie Scozzesi …. FORZA GNARI!!!!! SIAMO TUTTI CON VOI !!!!
*MERCOLEDì 29/7
NOTTE:….. i nostri eroi stremati da raffiche di vento , freddo ed acqua hanno continuato a pedalare per tutta la notte, tranne in una piccola pausa per la troppa gente sul percorso . Durante la breve pausa hanno cercato invano di riposare su di un tavolo ( l’unico posto asciutto) . Quindi hanno deciso di ripartire e continuare questa grande avventura . TROPPO FORTI!!!!
ORE 9:30……un miraggio … hanno raggiunto Alston … e mancano 500 km circa alla fine . Ma non si fermano qui … molto stanchi e affaticati sentono che le loro gambe possono ancora dare qualcosa …. altri 140 km.( alla faccia del qualcosa !!)
*GIOVEDì 30/07
ORE 3:00 … i nostri grandi avventurieri sono arrivati a Torn , non si sono mai fermati ( solo x un pasto caldo) hanno proseguito sotto acqua , freddo e forte vento x tutto il giorno . Ma ora stremati hanno fatto una sosta x riposare .
ORE 13:00… 5 ore di ritardo sulla loro tabella di marcia …. hanno dovuto fare molte soste per il freddo e la pioggia … ma niente può fermare la loro voglia di continuare , di finire questa grande impresa !!!Nel frattempo hanno trovato un gruppetto e si sono uniti in questi ultimi, interminabili 200chilometri…Il loro arrivo a Londra è previsto per mezzanotte circa …. sperando che il tempo non sia ancora così sfavorevole ….FORZA RAGAZZI … NON MOLLATE !!!!
ORE 19:20 … Bravissimi i nostri infaticabili atleti , sono arrivati ora all’ultimo controllo … e mancano solo …e dico solo 60 km per raggiungere Londra … RAGAZZI SIETE STATI STREPITOSIIIIII !!! hanno recuperato anche un sacco di tempo …
ORE23:00…. LONDRA!!!LONDRA!!!LONDRA!!!! …. i nostri Alessandro e Alberto sono arrivati !!!!! Non ci sono parole … semplicemente GRANDI!!!!!!
….. I nostri temerari eroi hanno concluso la loro grande,bellissima spedizione … siamo tutti orgogliosi di voi ragazzi !!!…e cosa dire ora :
…….ORA ASPETTIAMO LA VOSTRA PROSSIMA FOLLE , MERAVIGLIOSA AVVENTURA …….A PRESTO !!!
dalla vostra inviata è tutto !!!!
CIAO!!!
Esperienza a dir poco sconvolgente, la LEL può avere mille faccie, dolce e romantica con il meteo favorevole e spietata e tagliente con il meteo avverso che da quelle parti è assolutamente terrificante. Ci siamo trovati a pedalare con il 34 a 16/18 orari in discesa per contrastare il vento, la faccia tagliata dalla pioggia dalla grandine e dal vento fortissimo, il freddo.. ma anche con il cielo zaffiro e poi vedere nuvole immense scaricare infinite colonne di pioggia a creare il palcoscenico dell’ arcobaleno. Bellissimo !Intanto ringrazio i Reporter, Denise, Stefano e Luca, appena riesco metterò il resoconto, son successe così tante cose…
Alex
Che ne pensate ??? Bella nè ??? … sarà la divisa del prossimo anno ,così accontentiamo tutti ,fagiani,galline e pollastrelli…..e …mi raccomando fatene buon uso !!! TUTTI A CACCIA!!!a caccia di cosa decidetelo voi … Naturalmente accetto consigli o modifiche sui colori o quant’altro …

"team carrera fagiani &c..."
CIAO A TUTTI … A PRESTO!!!
CASARTELLI 2009
Ciao a tutti !!!
dispiaciutissima e inkazzz…. arrabbiatissima per non aver preso parte alla grande spedizione , ho mandato un inviato sul posto .




” lassu qualcuno ci ha aiutato … “Ieri i nostri valorosi ” carrera boys” hanno partecipato alla mediofondo Fabio Casartelli ad Albese con Cassano (co).Alla partenza si sono incontrati con il grande gruppo dei “Cicli Turri” e hanno pedalato tutti insieme affrontando le grandi fatiche della giornata . Inutile descrivere la difficoltà di questa impresa … basta solo pronunciare una parola : MURO DI SORMANO .: 1,7 km di salita durissima , ma che dico … di più !!! Pendenze allucinanti dal 16% al 24% … veramente massacrante!!! da veri duri !!! Ma i nostri boys impavidi e sprezzanti del pericolo a cui stavano andando incontro hanno scalato il temutissimo muro uscendone vittoriosi ( più o meno … )… grandi i nostri eroi!!!
Ma non è finita qui … inizia il Ghisallo da Bellagio , grande scalata non meno impegnativa con i suoi 8,5 km , ma lo spettacolo che li attende in cima fa dimenticare ogni tipo di fatica …
” i nostri” boys” eroiciEbbene si, abbiamo un paio di scalmanati che si accingono a tentare il brevetto di 1450 km da Londra a Edimburgo e ritorno, Ale e Alberto hanno già i biglietti in tasca e la partenza di questa randonnee è alle 14.00 del 26 luglio 2009 da Cheshunt a nord della city. I mezzi sono pronti, sono due Carrera attrezzate ad arte per questa impresa complete di portapacchi e parafanghi.
E’ previsto un meteo variabile, come sempre da quelle parti, con pioggia non troppo insistente ma continua per parecchie ore.
I ristori presso i punti di controllo saranno, come da tradizione, austeri in perfetta sintonia anglosassone, si spera di trovare anche qualche buon ristorante per la strada !!
Dimenticavo una cosa, tempo massimo 115 ore.. anche se puntiamo a stare sotto le 100 ore..
Comunicheremo via sms a qualcuno che metterà gli avanzamenti sulle strade della LEL sul blog, speriamo di trovare qualche volontario..
Parliamo di tecnica Rando:
per una Randonnee la cosa importante non è la prestazione assoluta ma la capacità di rimanere in sella per giorni. Trattandosi poi di un evento che ci vede impegnati in condizioni anche estreme di autonomia e di meteo, è evidente che l’impostazione del mezzo è estremamente importante per raggiungere l’ obiettivo.
Nel caso mio e di Alberto, abbiamo optato per una randobike opportunamente studiata da Luciano per favorire questi elementi. Il telaio è in acciaio, niente di più comodo, rispetto ad altri telai le buche sembrano rotonde anche quando sono molto violente. Gli angoli e la geometria sono molto più tranquilli delle tradizionali bdc, abbiamo la possibilità di pedalare in posizione abbastanza eretta per riposare i muscoli dorsali e in particolare quelli cervicali. Utilizziamo gli attacchi spd e le scarpette da mtb per evitare di essere impacciati quando si scende dalla bici, dobbiamo pensare ad andare a prendere da mangiare in un supermercato o entrare ad un ristorante.. e non ci portiamo di certo dietro lo smoking.
Ci sono poi i particolari più curiosi, i freni sono i vecchi cantilever, molto grezzi ma robusti e permettono di inserire eventuali parafanghi se il meteo prevede acqua. C’è ovviamente l’ immancabile portapacchi, usare uno zaino è quanto di più sbagliato si possa usare in una situazione del genere, con un portapacchino abbiamo invece a disposizione un ricambio completo, attrezzi, abbigliamento per il freddo o per l’ acqua, copertoncino di riserva, camere di riserva, colla e pezze, qualcosa da mangiare..
Ecco la foto del mezzo prima delle modifiche specifiche per la LEL, le altre foto le vedrete prossimamente.. molto presto..

La RandoBike Carrera di alex Viaggiatore
SCOMMESSA VINTA O PERSA ???
Ciao a tutti, ieri io ed il mio Stefano siamo andati a pedalare immersi nello splendore delle dolomiti.Con tutta sincerità di fare le salite del Sella Ronda non ne avevo x niente voglia,anzi c’è stato un momento in cui speravo piovesse ,ma , quando ho visto i raggi di sole entrare dalla finestra della camera ,subito si è risvegliata in me la voglia di pedalare , di provare quelle salite che tanto odio,che tanto mi fanno soffrire ma che tante emozioni mi hanno fatto provare!!! Siamo partiti alle 9:00 dall’hotel che era a metà Campolongo , quindi i primi km sono stati molto pedalabili anche x me che non sono proprio una scalatrice. Subito ho provato quella grande sensazione di libertà , di pace,di tranquillità che gli splendidi paesaggi mi hanno donato pur essendo circondata da centinaia e centinaia di ciclisti. Una sensazione sorprendente , bellissima… che bello pedalare senza quell’ansia della griglia, della partenza a tutta , della classifica!!!!!!!!! Bellissimo … anzi di più!!! Arrivati su al passo (foto di rito) mi sono guardata un pò attorno , ” cavoli quanta gente!!!” tutti sorridenti, c’è chi chiacchiera , chi mangia, chi scherza … un’atmosfera particolare , strana, x me completamente sconosciuta . Mi metto manicotti, guanti, e antivento e giù a tutta !!! PISTAAAAAA!!!! ‘ MAZZA CHE FREDDO!!! ma dopo poco c’è subito la seconda salita e mi ritorna un gran caldo . Sul Pordoi ho conosciuto una ragazza di Treviso che si lamentava del suo uomo (gregario) che continuamente le diceva ciò che doveva fare . Ci siamo capite all’istante e scherzosamente criticavamo questi gregari che tanto rompono le scatole ma che tanto sono preziosi!!!.Affascinante il panorama che mi si presentava davanti,davvero mozzafiato. Mi sono fermata un paio di volte per immortalare questi favolosi scenari. Arrivati al passo, stessa cosa ( foto di rito) e giù a tutta!!! Ecco che arriva il tanto temuto Sella . Mi hanno parlato di pendenze abbastanze impegnative e mi è salita subito l’ansia…Ma ’sto pendenze impegnative io non le ho proprio viste!! Sarà stato il fatto che pedalavo con tutta tranquillità o quell’atmosfera che era nell’aria , ma ho scalato e raggiunto il passo senza rendermene conto. Ma cosa mi sta capitando ??? non è da me tutto ciò!!! Di nuovo giù a tutta e in un lampo ( non proprio in un lampo ) se ne è andato anche il Gardena. Siamo arrivati a Corvara e mi mancano quei tre km del Campolongo x arrivare all’hotel . Che dire di questa giornata ??? NON HO PAROLE… SEMPLICEMENTE SPLENDIDA !!!
p.s. Luca … approposito ho vinto o perso la scommessa ??? km 55 in 3:07 . Decidi te ora e posto x la pizza!!!
CIAO A TUTTI!!! CI VEDIAMO ALLA CASARTELLI!!!




Colli di S. Fermo 12/07/09
Ammappate quanto vanno i Carrera !! Ma andiamo con ordine, inizio il mio avvicinamento al punto di ritrovo alle 6.00, devo fare 24 km e preferisco partire piano, tra l’ altro c’ anche qualche dislivello da fare. Arrivo a Virle Treponti in buon anticipo, vuol dire che dopo essermi scaldato ho tenuto una buona media.
Arrivano tutti alla spicciolata, alcuni partono in anticipo per un caffettino, ci si ritrova tutti in via Leonardo da Vinci. Si inizia a tenere un buon passo da subito poi gussago, Provaglio, Paratico, sempre più veloci, arriviamo all’ attacco della salita a 30 di media del mio computerino, pensavo che si placassero gli spiriti, la salita di s. Fermo è tosta e invece iniziano vari gruppi a partire all’ indiavolata.
Del resto oggi c’erano tutti, Caimani, Tori, Fagiani, Cacciatori.. un mulino vorticoso e nessuno cede di un millimetro, si arriva in cima alla grandissima. Altra pausa caffè, si riempiono le borracce e giù !!
Al bivio di Sarnico decidiamo di andare verso Adro, c’è moltissimo traffico e di dividiamo in gruppetti, questo non impedisce ad alcuni di fare tirate a 50 all’ ora nei tratti liberi dalle auto, assolutamente bestiali!! Ovviamente c’è anche qualcuno che soffre questi strappi, ci si aspetta a tratti ma ormai siamo in città, con i vari semafori siamo ormai a gruppetti. Saluto Fausto al punto di ritrovo e proseguo verso la mia destinazione con tranquillità.
Alla fine mi son venuti fuori 175 km a 27 di media computer con tanto di salitona fatti tutti con la possente randobike, giusto per abituarmi alla sella. Son tutti in forma !! SMAGLIANTE !!!
CIAO RAGAZZI,
SCUSATE L’INTRUSIONE NEI COMMENTI ALLA MDD 2009 MA APPROFITTO PER CONFERMARE LA PRENOTAZIONE ALBERGHIERA ALL’HOTEL ZIRMES DI MOENA CHE COMPRENDE LA CENA DI SABATO 25 LUGLIO IL PERNOTTAMENTO E LA PRIMA COLAZIONE DI DOMENICA 26 OLTRE ALLA DISPONIBILITA’ DELLA DOCCIA PER IL DOPOCORSA.
L’HOTEL SI TROVA APPENA FUORI IL CENTRO DI MOENA ORA CHIUSO TASSATIVAMENTE AL TRAFFICO PER L’APERTURA DELLA VARIANTE VERSO CANAZEI.
PER CHI VUOLE RAGGIUNGERE IL GRUPPO DEGLI ALBERGATI LA DOMENICA MATTINA HO AVUTO LA CORTESISSIMA DIPONIBILITA’ DEL SIGNOR DAVIDE PER SERVIRE LA COLAZIONE A TUTTI.
PENSANDO DI PARTIRE VERSO LE ORE 8.00/8.15 E CONSIDERANDO IL TEMPO MEDIO DI PERCORRENZA, CONSIGLIO AI PARTENTI DOMENICALI DI NON METTERSI IN VIAGGIO DOPO LE 5.00/5.30 DAL CASELLO DI DESENZANO PER POTER FARE COLAZIONE CON NOI ALLE 7.00/7.30.
INDICAZIONI DEL PERCORSO:
A4 DESENZANO – BIVIO BRENNERO – USCITA EGNA/ORA – ALLA ROTONDA DOPO IL CASELLO A SX DIREZIONE MONTAGNA – INDICAZIONI CAVALESE VAL DI FIEMME VAL DI FASSA – DOPO IL PASSO DI LUGANO IMMETERSI NELLA TANGENZIALE E SEGUIRE LE INDICAZIONI CAVALESE-MOENA-CANAZEI. ALL’INIZIO DEL CENTRO ABITATO DI MOENA (IN PROSSIMITA’ DEL GRANDE PIAZZALE DELLA PARTENZA DELLA MARCIALONGA) IMBOCCARE LA VARIANTE PER CANAZEI. ALLA TERZA ROTONDA USCIRE DALLA VARIANTE E RETROCEDENDO VERSO MOENA, ALLA VOSTRA DESTRA, TROVERETE L’HOTEL ZIRMES.
CHI C’E’ C’E… CHI NON C’E…..S’…..
GPV
335/5833612
Maratona delle Dolomiti 2009
Eccoci a casa, è appena trscorsa la mia decima MdD, tutte diverse, tutte esaltanti, tutte meravigliose. Per questa decima avventura, la meraviglia va anche oltre i commenti, è impossibile commentare l’ ondata di emozioni e di pura esaltazione che si vive nelle Dolomiti in quei giorni.
Solo degli spot: il primo ritrovo comaresco alla Capanna Alpina, la preparazione del gazebo “io corro pulito” a Pedraces, l’ incontro con Javier e Beatrice, l’ arrivo di tutti i Comari, dei Carrera, il pranzo con Mario, Andrea, Franco & Family, gli incontri al gazebo “io corro pulito” con Ballerini, Linus, Michil, la Granfondo, il doppio incontro con Rosy sul Pordoi (in salita e in discesa) , Mutton che urla GRANDI COMARI all’ arrivo, la cena ladina con tutti i Comari….
In realtà avrei potuto aggiungere tanti altri momenti, tutti intensi e travolgenti.. ma come faccio ?? Perdonate il mio disagio, sono dieci anni che vivo quei luoghi e mai mi sarei immaginato che tutto questo si attaccasse a me così tanto, in maniera così profonda, merito della bici, si, ma innazitutto merito delle persone che vivono ogni giorno come il più bel giorno della loro vita..
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GRAZIE!!!!
Come ogni mattina, scendo in officina e apro la posta… un’occhiatina veloce e…. e cosa mi vedo apparire ??? Denise, giugno da leonessa!!! Oddio , …che sorpresa , che emozione … anche un pò di vergogna… ma che bello!!!!! Inizio a leggere e … e non capisco !! Ma come fa Alessandro a sapere tutte queste cose , come fa a sapere del mio incontro con Simona e tutto il resto ?? Sono le 7:00 e non ho ancora ben collegato il cervello!! … ora ho capito tutto . Il mio “gregario “di fiducia mi ha voluto fare una bella sorpresa,con il prezioso aiuto del “complice”. Grazie , infinitamente grazie!! Una ciclista alle prime armi come me ha bisogno a volte di queste piccole cose , di sentirsi dire che è stata Grande! Soprattutto ora che con questo caldo mi sento uno straccio e le mie uscite sono pessime (ogni tanto mi fermo , scendo dalla bike per vedere se le ruote girano o sono bloccate da qualcosa, ma purtroppo sono solo le mie gambe a non girare)… io ce l’ho messa tutta ma proprio tutta , ho fatto una fatica allucinante , alle prese con le partenze da Formula Uno , le salite da panico ,le discese da brivido , tutte cose per me nuove ma per la maggior parte di voi cose normalissime. Sono molto contenta di aver partecipato a queste GF,molte delle quali sicuramente da ripetere Posso ritenermi soddisfatta di quello che sono riuscita ad ottenere . Per me è già tantisssimo averle finite , e … non sono mai arrivata ultima .. ( terzultima si , ma non importa) … quando taglio quel traguardo sono al settimo cielo , manco avessi vinto una tappa del giro!!! Per me è un’emozione bellissima. Ma per queste grandi emozioni devo ringraziare il mio Stefano … Sinceramente non so come fa a sopportarmi ,mi arrabbio con lui quando la salita è troppo dura , quando sono in affanno , quando lui mi dice ”bevi,cambia,mangia ecc…” . Lui è sempre li accanto a me , mi incita e mi sprona quando sono in difficoltà il suo aiuto è molto prezioso!!
Ora mi prendo un periodo di” pausa riflessione “dalle GF , (forse) e mi farò qualche giretto in Franciacorta … sempre evitando le salite naturalmente!!
Ma … approposito di salite …. c’era qualcuno che voleva accompagnarmi nella mia prima “scalata ” alla Maddalena!! … ma non si è più fatto sentire!!!
CIAO a tutti alla prossima (grazie ancora!!!)
GREGARIO IN SIESTA!!

Denise, giugno da Leonessa !
Dal nostro inviato.
Un mese da record, un mese fitto di gare, un mese di grandi risultati ! Denise non ha solo partecipato alle più importanti granfondo nazionali, ha anche conseguito importanti risultati sportivi, sempre nelle prime 8 di categoria ha centrato il podio di categoria alla Michele Bartoli, impegnativa gara a Montecarlo di Lucca.
Ma partiamo con ordine, già nelle prime otto alla Cunego, ottimo risultato e poi ad un soffio dal podio alla 7 Comuni di Asiago, un quarto posto che fa capire tante cose. A Rivoli (TO) si incontrano le nostre due tesserate prima della gara, Simona e Denise, ci sono anche Giulio e Stefano ad accompagnarle, una serata a cena parlando di biciclette e poi un fantastico ottavo posto su un percorso molto selettivo e con molti nomi di spicco, Stefano a stento segue il ritmo di gara di Denise, lavoro difficile quello del gregario quando si ha a che fare una Leonessa!! Infine la Michele Bartoli, terra di toscana, una sgambata prima della gara per trovare il feeling con la pedalata, una visita al paesino di Collodi e Pinocchio, tutto sembra girare a dovere. Il percorso è insidioso e le avversarie non stanno certo a guardare, c’è anche un tratto di sterrato, si mantiene grinta e determinazione, podio !! GRANDE DENISE !!!
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