Eccoci a casa, è appena trscorsa la mia decima MdD, tutte diverse, tutte esaltanti, tutte meravigliose. Per questa decima avventura, la meraviglia va anche oltre i commenti, è impossibile commentare l’ ondata di emozioni e di pura esaltazione che si vive nelle Dolomiti in quei giorni.
Solo degli spot: il primo ritrovo comaresco alla Capanna Alpina, la preparazione del gazebo “io corro pulito” a Pedraces, l’ incontro con Javier e Beatrice, l’ arrivo di tutti i Comari, dei Carrera, il pranzo con Mario, Andrea, Franco & Family, gli incontri al gazebo “io corro pulito” con Ballerini, Linus, Michil, la Granfondo, il doppio incontro con Rosy sul Pordoi (in salita e in discesa) , Mutton che urla GRANDI COMARI all’ arrivo, la cena ladina con tutti i Comari….
In realtà avrei potuto aggiungere tanti altri momenti, tutti intensi e travolgenti.. ma come faccio ?? Perdonate il mio disagio, sono dieci anni che vivo quei luoghi e mai mi sarei immaginato che tutto questo si attaccasse a me così tanto, in maniera così profonda, merito della bici, si, ma innazitutto merito delle persone che vivono ogni giorno come il più bel giorno della loro vita..
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Quest’anno per la prima volta ci sarò anche io. Prima preiscrizione della vita, mi hanno preso. Vorrei provare il lungo, meteo permettendo.
Non pretendo che aspettiate anche me, con il pettorale 9923 e le gambe da 100 km max che mi ritrovo.
Fatemi sapere che programmi comuni avete, almeno per il prima e l’immediatamente dopo.
Ciao a tutti.
Bravissimo Mauro, ci vediamo sabato nella zona consegna pacchi gara, dovremmo fare un pranzo Carrera tutti insieme !
Per mè sarà la terza MdD.
Cosa dire??
Se una volta giunto a Corvara dopo aver fatto i primi 4 passi e decidessi di continuare,fermatemi!!!!!!
L’idea sarebbe quella di continuare,ma la decisione la prenderò solamente quando starò prcorrendo il passo gardena.
Ci si vede lì,al banchetto delle Comari della MdD fuori dal palazzetto dove si ritirano i pacchi gara a Pedraces.
Dai che stavolta si fa il medio !! Sarebbe bellissimo se ci trovassimo al Valparola per un arrivo tutti insieme !!
Primo a commentare, come il perfetto neofita lanciato in orbita dai fuochi d’artificio delle sensazioni ed emozioni bellissime provate domenica. Adesso posso dirlo: per uno che ama il ciclismo come lo amo io, nulla è come la Maratona. Stralunato alla partenza, momenti da pizzicotti sulle braccia ed un ritornello in testa: “Non ti preoccupare, Mauro, ti riporteranno qui, ce la farai. 120 bpm fermo in griglia, emozione alzando gli occhi al cielo. Il cielo sorride. Partenza e non sei mai solo, in un turbine di immagini, colori, parole amichevoli e desideri. Desideri che per strada si trasformano in occhiate furtive o prolungate, intense, fissate su obiettivi magici da una fatica che cresce. Al ristoro del Campolongo dopo 3h30 esatte, “mangia, bevi, rilassati e poi pensa che stai partendo adesso”. Un’altra sosta al Santa Lucia, non si sa mai! Ma il Giau scopre i bluff: il motore risponde, ma i titoli di coda salgono dai polpacci, dai quadricipiti e cominciano ad annebbiare anche la testa. “Pedala rotondo, non fare movimenti strani, non accelerare. Guarda il cielo, Mauro, la tua forza è lassù. Guarda il cielo…”. Pensieri che ti trascinano oltre le pendenze, oltre le preoccupazioni al vedere sempre più gente ferma a bordo strada, oltre la pioggia ghiacciata del Giau “non importa, mangia, Mauro, è l’ultima occasione”, gli aghi che bloccano i muscoli in discesa.
“Adesso devi andare, Mauro, se vuoi fare 8h devi andare”. Dare tutto quello che hai e, in cima al Falzarego, venire travolto da un rigurgito di emozione, condensato in lacrime. E’ finita, sta per finire, non può finire, non può finire mai più.
Fatta così, in una giornata fantastica, in uno stato di forma che mi ha permesso di godermela, con lo spirito giusto è di gran lunga la più bella “esperienza di gruppo” che la bici mi abbia potuto regalare.
Le esperienze personali, in effetti, non sono altrettanto facili da rendere a parole.
La parola a coloro che possono trattare la Maratona con maggior familiarità.
Ciao a tutti
Grande Mauro !! Questa è vita !!!
La mia Maratona, i miei 138, li conosco a memoria, conosco le curve, i tranelli, i punti per tirare un piccolo respiro di sollievo. Sono strade amiche anche se in qualche momento non ne hai proprio più e sembra impossibile proseguire. Sul Pordoi faccio una scappata al bar, caffè, una pasta, 4 chiacchere, non sono certo in lotta per il primo posto. Riprendo forzando abbastanza da riprendere Franco e Andrea sul secondo Campolongo. Poi scendiamo velocemente verso La Salita del giorno.
Quest’ anno non ho la preparazione per una salita come il Giau, lo sapevo già da tempo, quest’ anno non ho avuto nessuna possibilità di fare anche solo salite simili. Sono infatti arrivato circospetto, fino a ben dopo metà tutto bene, sembrava quasi potessi anche aumentare e invece no, ad un certo punto, quando ormai il passo sembra li davanti, ho deciso di fare una piccola pausa, c’è il piazzale, una casetta di legno, è un bel posto per dare un morso ad una barretta e bere senza l’ assillo della pedalata, non serve molto, bastano 5 minuti e si riparte, arrivo al passo dove i colleghi sono pronti per ripartire, mangio quacosa al volo e parto anche io, mi riposerò più tardi. All’ inizio del Falzarego riprendo piano piano e le sensazioni migliorano, la cadenza aumenta, dopo l’ ultimo ristoro, sul Valparola, mi riprendo come si deve e inizio a pedalare come sempre. Arrivo benissimo a Corvara con 6 e 58 di pedalato e 7 e 25 di tempo ufficiale, ma su tutto, arrivo felice, felice di aver trascoso una giornata fantastica !!!
Sara’ difficile dimenticare quanto passato in questi giorni.
Le mangiatine, il gazebo ICP, le pedalate, gli incontri con gli Amici, la raccolta rifiuti del lunedi’….
In tutto questo la gara e’ solo un piccolo evento che rimane marginale.
Entro in griglia con Andrea e Giancarlo: non si poteva partire con piu’ calma della nostra
. Con la stessa calma iniziamo a pedalare quando arriva il nostro turno: i fenomeni dell’ultima griglia che man mano ci raggiungono rovinano un po’ il clima di festa e tranquillita’. Passo il Campolongo e mi butto prudentemente in discesa: ancora troppa la paura dei troppi ciclisti intorno. Siamo ancora in tre ai piedi del Pordoi, una delle salite piu’ belle della Maratona. Procedo con passo tranquillo, non vedo piu’ i due compagni: da qui in poi pedalero’ in ‘solitaria’, godendomi ogni colpo di pedale. Arrivo in cima, sempre con l’emozone della prima volta! Il prossimo e’ il Sella, panorama grandioso verso la Marmolada, che si staglia sul cielo ancora azzurro. Mi fermo in cima per qualche minuto, contemplando le bellezze di questo angolo di mondo. Non ho un passo veloce, non potrei pretenderlo quest’annno, con la preparazione approssimativa che ho: me ne rendo conto sul Gardena, mi chiedo ma chi me lo fa fare…. quasi quasi giro al bivio per il medio.. son quasi convinto di questo! Ma intanto continuo a pedalare. Passo Corvara, so di non essere in tabella di marcia, ma non me ne frega nulla: voglio vivere la giornata nel migliore dei modi. Mi riprendo sul Campolongo, che affronto al risparmio, gestendo le forze ed e’ cosi’ che la convinzione per il percorso lungo cresce passo dopo passo. Inutile dire che a Cernadoi non ho avuto il piu’ piccolo dei dubbi. Patisco molto meno del solito il lungo tratto che condue a Selva, all’attacco del Giau: non ho ancora visto i tempi… per cui non so se questa e’ una semplice illusione o e’ la realta’ 

). E alla fine il traguardo, la fine di una giornata emozionante, in alcuni momenti molto dura, ma affrontata sempre con la consapevolezza dei propri limiti. Mi ritrovo in lacrime e senza parole, con Riccardo che mi viene incontro preoccupato nel vedermi cosi’, ma e’ solo gioia, per aver vissuto una bellissima giornata.
Attacca subito implacabile, minaccioso, costringe spesso ad alzarsi sui pedali. Controllo l’andatura, cercando di tenerla costante. In qualche modo ce la faccio. Faccio una piccola sosta alla fontana per rinfrescarmi un pochino. Alzo gli occhi al cielo e vedo minacciose alcune nubi nere. Inutile nascondersi dietro false speraze, portano acqua! Tanta! Riparto e poco dopo, quando mancano tre Km alla cima, le prime gocciolone solitarie, poi sempre piu’ frequenti e fitte. Nuova fermata per rivestirsi, e subito via, questa volta un filino piu’ lenti. Tra le gocce d’acqua qualche chicco di grandine, fortfortunatamente non troppo grosso. Ormai il tempo che mi ero prefissato non e’ piu’ possibile, poco importa, basta godersi lo spettacolo che si vive intorno: non occorre un cielo blu cartolina per far apprezzare il panorama
Tra le tende del ristoro in cima al Giau son compresse decine e decine di ciclisti infreddoliti. A terra c’e’ un fiume, ma tutto cio’ non influisce sulla gentilezza dei volontari, che fanno di tutto per non farci mancare nulla. Dilanio mezzo strudel con un bel te’ caldo e riparto. Affronto la discesa, che gia’ di suo non e’ facile, con moltissima calma, lentamente, le condizioni non favoriscono di certo la velocita’. Iniziano anche le prime machcine e le prime moto: stanno iniziando ad aprire al traffico le strade. Terminata la discesa, infreddolito riprendo la salita verso il Valparola, le gambe hanno bisogno di un po’ di tempo per riprendere a pedalare benino. E’ lunga la strada per il Falzarego, sembra piu’ lunga del solito… ma alla fine anche questo arriva! Una piccola sosta al ristoro e via verso l’ultima salita della giornata per raggiungere il Valparola. Da qui una gran discesona fino a La Villa e infine gli ultimi chilometri su Corvara, che affonto veloce, sorpassando alcuni gruppetti (
Sara’ perche; amo questi posti, ma la MdD resta sempre La Granfondo!
Cosa dire ancora riguardo alla MdD????
Nulla.
Non a caso è l’unica GF che faccio ogni anno,anche se potrei benissimo impegnarmi un pelino di più….:-p
Comunque la mia MdD è iniziata ancora il giovedì con il solito “pranzettino”con le Comari in quel dell’Armentarola.
Mega abbuffata e una sana e tranquilla chiaccherata con alcuni amici che vedo troppo poco nel corso dell’anno.
Si prosegue con la pedalatina del venerdi in compagnia delle Comari e alcuni Carrera,tra cui il novellino Mauro che mi fà compagnia per tutto il giro.
Piacevolissima compagnia.
Poi le ore passate al gazebo a Pedraces,le “entrecot” ingoiate a cena e infine la gara.
L’idea è stata da subito proseguire una volta giunto a Corvara,dopo aver fatto il SellaRonda,ma la mia troppo bistrattata schiena e i pochi km fatti in bici mi hanno subito ridimensionato.
Peccato perchè in salita non mi creava grosi problemi,mentre in discesa la cosa si faceva più seria.
Comunque è andata così perchè probabilmente doveva andare così.
Come cigliegina finale di questo lungo week-end la cena in compagnia di tutte le Comari ancora presenti in Va Badia e,dolcis in fundo,il giorno seguente al Pattume-day.
Non vedo l’ora che venga l’anno prossimo per ritornare di nuovo in quei posti con l’atmosfea e l’adrenalina che si respira durante la MdD!!;-)
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