Ebbene si, abbiamo un paio di scalmanati che si accingono a tentare il brevetto di 1450 km da Londra a Edimburgo e ritorno, Ale e Alberto hanno già i biglietti in tasca e la partenza di questa randonnee è alle 14.00 del 26 luglio 2009 da Cheshunt a nord della city. I mezzi sono pronti, sono due Carrera attrezzate ad arte per questa impresa complete di portapacchi e parafanghi.
E’ previsto un meteo variabile, come sempre da quelle parti, con pioggia non troppo insistente ma continua per parecchie ore.
I ristori presso i punti di controllo saranno, come da tradizione, austeri in perfetta sintonia anglosassone, si spera di trovare anche qualche buon ristorante per la strada !!
Dimenticavo una cosa, tempo massimo 115 ore.. anche se puntiamo a stare sotto le 100 ore..
Comunicheremo via sms a qualcuno che metterà gli avanzamenti sulle strade della LEL sul blog, speriamo di trovare qualche volontario..
Parliamo di tecnica Rando:
per una Randonnee la cosa importante non è la prestazione assoluta ma la capacità di rimanere in sella per giorni. Trattandosi poi di un evento che ci vede impegnati in condizioni anche estreme di autonomia e di meteo, è evidente che l’impostazione del mezzo è estremamente importante per raggiungere l’ obiettivo.
Nel caso mio e di Alberto, abbiamo optato per una randobike opportunamente studiata da Luciano per favorire questi elementi. Il telaio è in acciaio, niente di più comodo, rispetto ad altri telai le buche sembrano rotonde anche quando sono molto violente. Gli angoli e la geometria sono molto più tranquilli delle tradizionali bdc, abbiamo la possibilità di pedalare in posizione abbastanza eretta per riposare i muscoli dorsali e in particolare quelli cervicali. Utilizziamo gli attacchi spd e le scarpette da mtb per evitare di essere impacciati quando si scende dalla bici, dobbiamo pensare ad andare a prendere da mangiare in un supermercato o entrare ad un ristorante.. e non ci portiamo di certo dietro lo smoking.
Ci sono poi i particolari più curiosi, i freni sono i vecchi cantilever, molto grezzi ma robusti e permettono di inserire eventuali parafanghi se il meteo prevede acqua. C’è ovviamente l’ immancabile portapacchi, usare uno zaino è quanto di più sbagliato si possa usare in una situazione del genere, con un portapacchino abbiamo invece a disposizione un ricambio completo, attrezzi, abbigliamento per il freddo o per l’ acqua, copertoncino di riserva, camere di riserva, colla e pezze, qualcosa da mangiare..
Ecco la foto del mezzo prima delle modifiche specifiche per la LEL, le altre foto le vedrete prossimamente.. molto presto..

La RandoBike Carrera di alex Viaggiatore


In bocca al lupo a quei due matti…..
….ah gia’… ma uno dei due son io…..;-)
E l’ altro sono io !!! Ammappate, non so dove li ho messi i biglietti !!
Un solo commento:
…..AUGURI….!!!!
Ciao Ragazzi
Fausto
Oddio al solo pensiero sono già stanca!!! Cavoli ma come fate ??? Certo che siete un pò fulminati nè , ma d’altra parte se non son matti non li vogliamo . AUGURI A TUTTI E DUE !!! CIAO CIAO
Hola Denise,ci sono novità??
Ho sentito Alex ieri mattina e mi ha detto,siccome ho problemi a postare direttamente che non riesco a risolvere,che avresti fatto tu la telecronaca della LEL.
Grassssssie e a presto!!
Hola Denise,
queste sono le notizie che ho a disposizione riguardanti la LEL dei nostri folli amici…..
Ieri sera,27/7,intorno alle 23 hanno raggiunto Alston (mi hanno detto che si scrive così) dopo aver percorso la bellezza di 540 km.
Rispetto alla tabella di marcia stilata da Alberto,erano in anticipo di circa 2 ore.
Dovrebbero aver dormito 4 ore e poi via di nuovo verso Edinburgo.
Le condizioni meteo avverse non facilitano la ” biciclettata “.
Freddo,fino a 4 gradi di notte,pioggia e vento contrario danno problemi anche nelle discese.
Comunque,oggi alle 11 erano a 80 km dal giro di boa.
Intorno alle 15 hanno finalmente raggiunto Dalkeith,nella periferi di Edinburgo,e quando mi è giunta notizia stavano mangiando.
Credo,ma non ne sono sicuro,che tempo di consumare il pasto e poi via di nuovo con tutte le problematiche legate al meteo.
l’idea è quella di sfruttare l’anticipo fin qui accumulato per gestire al meglio il tragitto verso Londra,dove dovrebbero arrivare alle 18 di giovedì.
Forza gnariiiiiiiiiiiiiii!!
forza ragazzi, bravissimi per ciò che avete compiuto, il prossimo anno, ci conosceremo alla 1001 miglia
Carissimi amici, io mi sto già preparando alla prossima edizione della 1001 miglia che visto il percorso, sarà ancora più impegnativa del solito. Abito nell’alto vicentino e d’inverno ogni sabato, insieme ad altri compagni di ruota, percorriamo in lungo e in largo la stupenda Valdobbiadene ricca di saliscendi e di buon prosecco. Non mollo mai la bicicletta e forse sbaglio, ma il segreto per pedalare con entusiasmo e continuità, è di non tirarsi mai il collo, in particolar modo durante la stagione invernale. Per portare a termine queste lunghe randonnèe, bisogna prepararsi con puntiglio e determinazione ed affinare l’arte psicologica della sopportazione alla fatica ma anche alla voglia di mollare. Con l’eperienza, questi meccanismi diventano naturali e in ogni occasione e avversità, sai come comportarti. Bisogna alimentarsi ai tempi giusti e soprattutto pedalare a ritmi e velocità adeguati ai nostri mezzi, lasciando andare cli atleti più forti. Alla fine, il buon tempo, lo si ottiene pedalando con giudizio limitando le soste allo stretto necessario. Nelle randonnèe, non bisogna mai perdere tempo inutilmente, pena il ritiro. Se molli di testa, in un attimo tutte le certezze costruite negli anni svaniscono e tu, ti senti vuoto e in preda all’oblio. Per tutto l’autunno e l’inverno, una o due volte alla settimana, compio uscite che variano dai 150 ai 200 chilometri riuscendo in questo modo a mantenere una grande resistenza fondamentale poi a primavera quando le distanze percorse saranno ben superiori. Comunque un saluto a tutti e un incitamento particolare a tutti i randonnèeurs. Ci risentiremo più avanti.
Grande Mariano !! Ecco perchè mi sembravi corpo unico con la bici, perchè SEI CORPO UNICO CON LA BICI !!!!!
Eccoci di nuovo qui; certo che la stagione per noi randonneurs non finisce mai! Non fai in tempo a completare un sogno che subito se ne ripropone un altro. Un complimento particolare lo faccio agli amici che hanno pedalato lungo le fascinose strade della LONDRA EDIMBURGO LONDRA e della MADRID GIJON MADRID; grandi imprese, da ricordarsi finchè campi e da mettere come diciamo noi veneti “in soasa”, cioè in bacheca. Quest’anno sono riuscito a mettere in carniere la SORRENTO TROPEA SORRENTO (randonnèe durissima) e la COGOLLO MAUTHAUSEN, randonnèe autogestita di oltre 700 chilometri. Fortunatamente, tanto per tenerci in trance ciclistica, sono state organizzate le scalate ai nove versanti del Monte Grappa da completarsi entro il venti settembre 2010.
Manco a parlarne, nell’ultimo mese, noi ne abbiamo scalati già quattro, tanto per non essere in ritardo nella prossima stagione. Salite durissime, a cominciare dal famigerato “salto della capra” , il cui nome è tutto un programma. Adesso che è arrivata la prima neve e di montagna, se ne riparlerà solo la prossima primavera, ci sentiamo un pò orfani di cavalcate estreme ed abbiamo ripiegato, nella solita ma piacevole Valdobbiadene.Ora è il momento di pianificare la prossima stagione che per noi randonners, si presenta alquanto impegnativa. Prepararsi a puntino per la 1001 miglia, sarà un impegno severo e stimolante. Noi siamo soliti alla partecipazione delle maggiori randonnèe ma, sappiamo anche organizzarci delle meravigliose ultramaratone autogestite lungo le stupende strade della Carnia e delle Dolomiti. Durante l’inverno, parlare della stagione che verrà, è un ottimo incentivo per mantenere la concentrazione e la voglia di allenarsi al top. Adesso, stanco delle rotture dei soliti telai in carbonio(due nell’ultimo anno), mi sono preso un telaio in acciaio (un De Rosa Corum), sperando di avere fatto una scelta lungimirante in fatto di durata. Sarà un telaio sicuramente meno reattivo e scattante del rivale in carbonio, ma gli scatti nelle randonnèe sono vietati e quindi sono sicuro della scelta che ho fatto, sia per il comfort di marcia che per la longevità del telaio (almeno un lustro spero che regga). Voi la pensate come me o credete che le forme sinuose e la bellezza di un telaio in composito siano ineguagliabili? Un ciao a tutti e un augurio di bellissime pedalate per il 2010.